Riportare le parole ancestrali e i suoi linguaggi in un territorio dalla forte vocazione mitica come il  il centro abitato di Calatafimi e il sito antico di Segesta.
Un ritorno alle origini per la drammaturga Lina Prosa, che, dopo assere stata ospitata e applaudita nei teatri di tutto il mondo, torna nel suo paese natale con il progetto Scena/Segesta: l’istituzione del laboratorio internazionale di drammaturgia classica e creazione contemporanea.
Un progetto, nato e diretto dalla Prosa, pensato per un territorio che è naturalmente un sistema sommerso di incroci umani, storici e culturali dalle potenzialità enormi, ancora poco esplorate come fonte di crescita del tessuto sociale.

Nelle fasi di realizzazione Scena/Segesta sarà articolata come pluralità di luoghi ed edifici adeguati all’ospitalità e all’obiettivo culturale, fino a trasformare l’abitato stesso in città-teatro. Un progetto  “work in progress” che ha come caposaldo il teatro nella sua più alta espressione sociale e l’ambizione di contribuire al dibattito permanente di memoria e realtà nella scena internazionale.

Luogo di incontro con i maestri e tra le diverse culture mediterranee, il laboratorio si specializza nella ricerca e creazione a partire dalla drammaturgia classica (Eschilo, Sofocle, Euripide) secondo le sue evoluzioni nella storia recente del teatro e dei cambiamenti sociali. 

E poi c’è il luogo: la “memoria” di Calatafimi Segesta è parte integrante di un teatro più grande: la storia della Sicilia e del Mediterraneo, con il mito di Troia, la narrazione della figura del profugo generatrice di città e storie, le tracce epiche legate agli approdi di fortuna di Ulisse, Enea con il padre Anchise e il figlioletto Ascanio e molto altro ancora.

A curare i programmi di Scena/Segesta sarà un’équipe scientifica internazionale composta da Anna Beltrametti (docente ordinario di Drammaturgia classica all’Università di Pavia), Muriel Mayette-Holtz (regista e direttrice Teatro nazionale di Nizza), la drammaturga Lina Prosa, Simone Audemars (regista di Lausanne), Anna Barbera (consigliere letterario) e Alexandra Da Silva (maître de conférences en Études théâtrales, Université Sorbonne di Parigi).

La partecipazione avverrà attraverso residenze artistiche e di ricerca diffuse attraverso un bando comunale, e aperte a studenti universitari, attori, registi, di qualunque Paese, con particolare attenzione all’area mediterranea. 

Le prime azioni figlie dirette del laboratorio permanente saranno Minima Eneide e Mediterraneo/Mare/Terra.
La prima è un ciclo di lezioni itineranti di teatro in forma popolare con il contributo di giovani attori, studenti, registi, che metteranno in scena, in estemporanea, l’Eneide o personaggi della drammaturgia classica. Dove? In bar, negozi, supermercati, scuole: un’azione di contrasto allo svuotamento del valore della parola nella società del consumismo a tutti i costi.

Mediterraneo/Mare/Terra è invece un ciclo di  seminari, letture e performance con la partecipazione di esperti di teatro, archeologi, artisti del Mediterraneo che si snoderà fino al luglio 2020.

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