Una rassegna, ripensata in seguito alla pandemia, che si fa percorso, riflessione e sperimentazione senza rinunciare ai grandi nomi

“Per voci sole”: questo il titolo della rassegna portata in scena dalla Fondazione Inda, iniziata il 10 luglio e fino al 30 agosto, al teatro greco di Siracusa.

Un nuovo cartellone creato in sostituzione della trilogia di opere classiche (“Le baccanti”, “Ifigenia in Tauride” e “Le nuvole”) originariamente previste per la stagione 2020. Un esperimento fortemente voluto dagli stessi organizzatori per continuare a diffondere cultura attraverso il teatro. Nonostante il previsto calo turistico, e tenendo conto di tutte le misure necessarie per contrastare la diffusione del Covid-19, la fondazione ha deciso di non rimandare di un anno le attività, investendo su qualcosa di inedito.

Una realtà che ha provato a reinventare un cartellone attraverso momenti artistici ed esibizioni scandite da suggestioni sonore e monologhi. Un percorso che si snoda dagli antichi miti alla musica contemporanea reinventando lo spazio scenico, con gli attori sul proscenio, o nella cavea, e gli spettatori seduti sul palco: una fruizione sperimentale dell’antica bellezza del teatro greco.

A inaugurare la rassegna, il premio Oscar Nicola Piovani, chiamato a dirigere la prima mondiale de “L’isola della luce. Cantata per soli, coro e orchestra”, opera dedicata alla nascita di Apollo portatore di luce e composta su libretto di Vincenzo Cerami. Un lavoro che ha visto la partecipazione di Tosca, di Massimo Popolizio e del soprano Maria Rita Combattelli. Uno spettacolo coprodotto con il conservatorio Vincenzo Bellini di Catania, nel quale, per rispettare le norme anti contagio, è stato necessario limitare orchestrali (una ventina) e coristi (una dozzina) presenti in scena.

Tra le altre opere e personalità della rassegna: Lunetta Savino con “Da Medea a Medea”, adattamento tratto dalle opere di Euripide. Lella Costa in “La vedova di Socrate”, celebrazione per i cento anni di Franca Valeri, che per prima scrisse, diresse ed interpretò quest’opera. Poi il  pluripremiato Luigi Lo Cascio in “Aiace”, e Laura Morante, che porterà in scena uno studio su quattro icone femminili del teatro greco: Fedra, Antigone, Lena e Clitennestra. Mente l’attrice palermitana Isabella Ragonese dialogherà con le musiche di Teho Teardo, Giovanna Famulari e Laura Bisceglia in “Crisotemi”.

In chiusura, oltre alla consegna dell’Eschilo d’oro alla carriera a Eva Cantarella, sarà la volta della performance “Il suon  del mio corpo è la memoria della mia presenza”, del rumeno Mircea Cantor, che vedrà coinvolti sul palcoscenico del Teatro Greco anche gli allievi dell’Accademia del dramma antico.

 Anche quest’anno, il programma degli spettacoli sarà arricchito da lezioni e incontri svolti presso l’Orecchio di Dionisio. Momenti di scambio e confronto che vedranno la partecipazione di personaggi come il filologo e saggista Guido Paduano, l’attore e regista Moni Ovadia, il regista Davide Livermore, il Procuratore generale della Corte di Cassazione Giovanni Salvi, e infine lo scrittore e saggista Claudio Magris.

Si tratta indubbiamente di un programma che punta su pochi grandi nomi per attrarre il maggior numero di spettatori possibile, massimizzando il potenziale disponibile in una situazione estremamente difficile per l’intero settore artistico. Proprio per questo, per sostenere l’Inda, il teatro classico e l’intera città di Siracusa, quest’anno sarà possibile fare una donazione di mille euro, diventando un “Mecenate 2020”. Acquistando i biglietti degli spettacoli per se stessi o per altri potenziali spettatori.

 

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