Presentata lo scorso maggio, la strategia Farm to fork, illustra come l’Unione Europea intenda rendere sostenibile la propria filiera alimentare. Una strategia “dal produttore al consumatore” che punta a un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente.

Pietra angolare del Green deal, questa strategia, nota anche come F2F, intende mettere in campo una serie di misure volte a sottolineare il legame indissolubile fra la salute dei cittadini, della società e dell’ambiente.

La strategia Farm to fork nel dettaglio

Considerata la vastità di azioni previste dalla strategia Farm to fork, ci limiteremo a indicare cinque grandi aree di intervento che la Strategia si propone, ovvero:

  • Garantire che gli europei possano contare su alimenti sani, economicamente accessibili e sostenibili
  • Far fronte ai cambiamenti climatici
  • Proteggere l’ambiente e preservare la biodiversità
  • Garantire un giusto compenso economico nella catena alimentare
  • Potenziare l’agricoltura biologica

Queste cinque aree si basano a loro volta su diverse misure che toccano molteplici aspetti della strategia: creare un ambiente in cui scegliere cibi sani e sostenibili sia la scelta più semplice; adottare un’etichettatura dei prodotti alimentari tale da consentire ai consumatori di scegliere un’alimentazione corretta, intensificare la lotta contro gli sprechi alimentari a livello di vendita al dettaglio e di consumatori entro il 2030, o ancora rafforzare la collaborazione con i Paesi terzi e gli attori internazionali per sostenere una transizione globale verso sistemi alimentari sostenibili, solo per fare alcuni esempi.

Come illustrato nel testo della Comunicazione della Commissione che la presenta, “La strategia Dal produttore al consumatore costituisce un nuovo approccio globale al valore che gli europei attribuiscono alla sostenibilità alimentare. Si tratta di un’opportunità per migliorare gli stili di vita, la salute e l’ambiente. La creazione di un ambiente alimentare favorevole che agevoli la scelta di regimi alimentari sani e sostenibili andrà a vantaggio della salute e della qualità della vita dei consumatori e ridurrà i costi sanitari per la società”.

Inoltre, viene evidenziato che “La pandemia di Covid-19 ha sottolineato l’importanza di un sistema alimentare solido e resiliente che funzioni in qualsiasi circostanza e sia in grado di assicurare ai cittadini un approvvigionamento sufficiente di alimenti a prezzi accessibili. Ci ha inoltre reso estremamente consapevoli delle interrelazioni tra la nostra salute, gli ecosistemi, le catene di approvvigionamento, i modelli di consumo e i limiti del pianeta”.

Uno degli obiettivi che si pone la strategia è quindi gettare le basi per un sistema alimentare resistente agli shock esterni come è appunto oggi l’emergenza sanitaria e saranno ancora in futuro l’emergenza climatica e la perdita di biodiversità.

Ancora, leggiamo nella comunicazione che al fine di accelerare e facilitare la transizione e garantire che tutti gli alimenti immessi sul mercato europea diventino sempre più sostenibili, la Commissione formulerà una proposta legislativa per un quadro per un sistema alimentare sostenibile entro la fine del 2023. Tale quadro promuoverà la coerenza delle politiche a livello dell’Unione Europea e nazionale, integrerà la sostenibilità in tutte le politiche in ambito alimentare e rafforzerà la resilienza dei sistemi alimentari.

Nel testo si sottolinea poi che “un sistema alimentare sostenibile sarà essenziale per conseguire gli obiettivi climatici e ambientali del Green deal e nel contempo incrementare il reddito dei produttori primari e rafforzare la competitività dell’UE”.

Farm to fork e le altre misure previste dal Green deal

Con una durata prevista di dieci anni, la strategia Farm to fork rappresenta il primo tentativo da parte dell’Unione di presentare una politica alimentare con misure e obiettivi che coinvolgono la filiera europea nella sua interezza, dalla produzione al consumo, passando per la distribuzione. Va da sé che la sola Farm to fork non potrà raggiungere gli ambiziosi obiettivi senza che questa si muova in armonia con le altre componenti del Green deal.

Ad esempio, alcuni degli obiettivi della strategia F2F ricalcano ad quelli già definiti nella Strategia per la biodiviersità di cui abbiamo parlato in un precedente articolo e che ritroviamo nell’immagine:

Fonte: Commissione Europea

Nel prossimo articolo tratteremo un’altra componente del Green Deal, il Fondo per una transizione giusta.


Fonti:

https://eur-lex.europa.eu/resource.html?uri=cellar:ea0f9f73-9ab2-11ea-9d2d-01aa75ed71a1.0009.02/DOC_1&format=PDF

https://ec.europa.eu/food/sites/food/files/safety/docs/f2f_action-plan_2020_strategy-info_en.pdf

https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/european-green-deal/actions-being-taken-eu/farm-fork_it

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Ivan Scuderi
palermitano, vive e lavora a Bruxelles da 4 anni. Conseguita la laurea triennale in Comunicazione internazionale presso l’Università di Palermo con una tesi sulle conseguenze della crisi economica del 2008 sul mondo del lavoro in diversi paesi europei, porta a termine la sua formazione con un Master in Scienze Politiche presso l’Université Libre de Bruxelles, con un lavoro teso a investigare la connessione fra politiche euroscettiche e attaccamento all’Unione Europea in alcuni Stati membri.

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