Erasmus+ è il programma dell’Unione europea per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport in Europa: offre a persone di ogni età la possibilità di sviluppare e condividere conoscenze e competenze presso istituti e organizzazioni di diversi Paesi.

Lo scorso 11 dicembre, Parlamento europeo e Consiglio hanno raggiunto un accordo per garantire al programma Erasmus+ un budget di 26 miliardi di euro nel periodo 2021 – 2027

Le origini del programma Erasmus+

Ampiamente riconosciuto come il programma europeo di maggior successo, il programma Erasmus è stato avviato dall’Unione europea nel 1987. A oggi, ha consentito a milioni di studenti di compiere un periodo di studio all’estero e dal 2014 prevede inoltre forme di mobilità analoghe, anche in Paesi non facenti parte dell’Unione, anche a professionisti e lavoratori: da quel momento il programma ha preso il nome di Erasmus+.

Il nome del programma è un omaggio all’umanista olandese Erasmo da Rotterdam e al contempo l’acronimo della denominazione ufficiale del programma: European [Region] Action [Scheme] for the Mobility of University Students.

La prima idea di un programma europeo dedicato alla mobilità degli studenti risale al 1969 e si deve all’italiana Sofia Corradi, che nel corso della sua carriera si è distinta per il suo interesse verso l’istruzione e lo studio come diritti umani fondamentali, svolgendo il suo lavoro fra la commissione per i Diritti umani dell’ONU, l’accademia di Diritto Internazionale dell’Aja e la London school of Economics. Nel 2016 è stata nominata commendatore al merito della Repubblica dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Dal 1987 in poi gli sforzi dell’Europa per salvaguardare, ampliare e rafforzare il programma sono stati incessanti: basti pensare al fatto che in un periodo di gravi difficoltà come quello che ha seguito la crisi economica degli anni scorsi, l’Unione Europea ha comunque voluto dedicare a Erasmus+ un budget di rilievo, ovvero 14.7 miliardi di euro, in seno al suo bilancio pluriennale per il periodo 2014-2020 (per maggiori informazioni sul funzionamento del bilancio europeo potete consultare questo articolo: https://www.lidentitadiclio.com/bilancio-unione-europea/).

L’impegno profuso ha dato i suoi frutti. Da studi e rilevamenti si evince come siano diversi gli aspetti positivi evidenziati da chi ha preso parte agli scambi Erasmus: dall’aver aumentato la loro possibilità di trovare lavoro all’estero all’aver rafforzato il loro attaccamento all’idea dell’Europa e all’idea di cittadinanza attiva.
§Questo non vuol dire che il programma non fosse privo di difetti: anzitutto, l’aspetto più criticato era il fatto che Erasmus si rivolgesse ad un pubblico già di per sé privilegiato e limitato, ovvero gli studenti universitari.

Con il passaggio da Erasmus a Erasmus+, l’Unione europea ha voluto provare a dare una risposta alle critiche mosse al primo programma.

Cosa prevede Erasmus+

Erasmus+ è un “programma-ombrello” che riunisce diversi programmi di finanziamento precedenti, ognuno legato a un particolare settore dell’educazione, la formazione, la gioventù e lo sport.
L’aver convogliato queste iniziative all’interno di un unico programma ha, da un lato, aumentato il numero di attività offerte agli studenti e più di recente anche ai professionisti, nell’ottica dell’apprendimento costante; dall’altro ha anche garantito una maggiore e più coerente azione europea nell’ambito della formazione e dell’istruzione, superando la frammentazione dovuta ai vari sistemi nazionali.

Erasmus+ contribuisce a diverse iniziative europee: il programma si propone di contribuire alla strategia Europa 2020 per la crescita, l’occupazione, l’equità sociale e l’integrazione, nonché ai traguardi di ET2020, il quadro strategico dell’Unione europea per l’istruzione e la formazione. Il programma intende inoltre promuovere lo sviluppo sostenibile dei suoi partner nel campo dell’istruzione superiore e contribuire al conseguimento degli obiettivi della strategia dell’Unione europea per la gioventù.

Vediamo quindi che l’area di attività è vasta e copre tematiche diverse per quanto connesse fra loro. Nello specifico, possiamo identificare alcuni temi che sono centrali nell’operato di Erasmus+:

  • ridurre la disoccupazione, specie tra i giovani
  • promuovere l’istruzione degli adulti, in particolare per quanto riguarda le nuove competenze e le abilità richieste dal mercato del lavoro
  • incoraggiare i giovani a partecipare alla vita democratica in Europa
  • sostenere l’innovazione, la collaborazione e le riforme
  • ridurre l’abbandono scolastico
  • promuovere la collaborazione e la mobilità con i paesi partner dell’Unione europea

La struttura del programma Erasmus +

Erasmus+ segue una struttura suddivisa in tre azioni chiave:

  • Mobilità individuale: in questa prima azione chiave troviamo opportunità per studenti, tirocinanti, nonché per professori, insegnanti, formatori, animatori giovanili, o ancora personale di istituti d’istruzione ed educazione e organizzazioni della società civile che vogliono intraprendere un’esperienza di apprendimento e/o professionale in un altro paese. Rientrano in questa categoria anche programmi di studio internazionali integrati di alto livello forniti da consorzi di istituti d’istruzione superiore che assegnano borse di studio complete ai migliori studenti in tutto il mondo, ovvero i cosiddetti Erasmus Mundus.
  • Collaborazione in materia di innovazione e scambio di buone pratiche: rientra in questo punto il supporto ad alleanze per la conoscenza tra gli istituti d’istruzione superiore e le imprese che mirano a promuovere l’innovazione, l’imprenditorialità, la creatività, l’occupabilità, lo scambio di conoscenze e/o l’insegnamento e l’apprendimento multidisciplinari così come la creazione di partenariati strategici transnazionali che mirano a sviluppare iniziative rivolte a uno o più settori dell’istruzione, della formazione e della gioventù e a promuovere l’innovazione, lo scambio di esperienze e del know-how tra diverse tipologie di organizzazioni coinvolte nei settori dell’istruzione, della formazione e della gioventù o altri settori pertinenti.
  • Sostegno alla riforma delle politiche: questa azione chiave sostiene lo sviluppo di politiche innovative tra le parti interessate in modo da consentire alle autorità pubbliche di verificare l’efficacia delle politiche messe in atto attraverso esperimenti sul campo basati su metodologie di valutazione accurate. Inoltre, supporta le conoscenze nel settore dell’istruzione, della formazione e della gioventù per la definizione e il monitoraggio delle politiche basate su dati concreti con delle analisi specifiche per paese anche attraverso la cooperazione con le reti accademiche.

Le attività Jean Monnet

Oltre a quanto presentato finora, Erasmus+ si caratterizza anche per le “attività Jean Monnet”, così chiamate in memoria del politico ed economista francese che contribuì alla fondazione della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA) nel 1951.

Queste sei azioni puntano a:

  • promuovere in tutto il mondo l’eccellenza nell’insegnamento e nella ricerca nel campo degli studi sull’Unione europea.
  • stimolare il dialogo tra il mondo accademico e politico sulle politiche dell’Unione europea.
  • dedicare un’attenzione particolare all’integrazione europea e al ruolo dell’Europa in un mondo globalizzato, nonché alla promozione della cittadinanza attiva e il dialogo tra i popoli e le culture in Europa.

Fonti:

https://ec.europa.eu/programmes/erasmus-plus/about_it

https://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/BRIE/2018/628313/EPRS_BRI(2018)628313_EN.pdf

https://ec.europa.eu/programmes/erasmus-plus/sites/default/files/erasmus_plus_general_factsheet.pdf

https://www.sofiacorradi.eu/erasmus_ita_web.pdf

https://www.sofiacorradi.eu/index.html

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Ivan Scuderi
palermitano, vive e lavora a Bruxelles da 4 anni. Conseguita la laurea triennale in Comunicazione internazionale presso l’Università di Palermo con una tesi sulle conseguenze della crisi economica del 2008 sul mondo del lavoro in diversi paesi europei, porta a termine la sua formazione con un Master in Scienze Politiche presso l’Université Libre de Bruxelles, con un lavoro teso a investigare la connessione fra politiche euroscettiche e attaccamento all’Unione Europea in alcuni Stati membri.

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