Napoleone Bonaparte è stato protagonista di numerose pellicole, ma molto più importanti sono i film ambientati nel periodo delle guerre napoleoniche

Il Napoleone Bonaparte del cinema: un eroe intramontabile

A partire dal 1912, con la pellicola “Napoléon” prodotta dalla Gaumont con la regia di Louis Feuillade, al “Napoléon” del 1927 di Abel Gance, il grande generale corso è stato protagonista di numerosi film e miniserie televisive, dal tono più o meno canzonatorio, la maggior parte legati più alla persona di Bonaparte che alla storia delle sue celebri battaglie. 

Le grandi battaglie di Napoleone 

“La battaglia di Austerlitz” del 1960, nuovamente con la regia di Abel Gance e con Claudia Cardinale nel ruolo di Paolina Bonaparte, e “Waterloo”, del 1970 per la regia di Sergej Fëdorovič Bondarčuk con Rod Steiger nel ruolo di Napoleone e Christopher Plummer nel ruolo del Duca di Wellington, sono i principali film storici sui conflitti combattuti da Bonaparte.

Pellicole centrate principalmente sulla minuziosa ricostruzione delle battaglie, che riducono a marginale la figura di Napoleone, puntando l’attenzione principalmente sulla cruenta e insensata violenza della guerra.

Il Napoleone del nuovo millennio: il panorama cinematografico

Sebbene non sia mai del tutto scomparso dal panorama cinematografico e televisivo, negli ultimi anni i prodotti su Napoleone si sono concentrati principalmente su una visone più intimista e personale del grande generale, ipotizzando spesso il suo genio o il caso gli abbiano permesso di fuggire dall’esilio a Sant’Elena. 

“I vestiti nuovi nuovi dell’imperatore”

Film del 2001, con la regia di Alan Taylor e Ian Holm nei panni sia di Napoleone Bonaparte che del suo sosia, Eugene Lenormand, ipotizza la fuga del generale dalla prigionia grazie al fortuito ritrovamento di un uomo che gli somiglia alla perfezione. Grazie a questo scambio d’identità, l’imperatore tornerà in Francia, immergendosi completamente nella vita dell’uomo di cui ha preso il posto, comprendendo progressivamente come la sete di potere abbia finito per accecarlo, facendogli perdere di vista le piccole cose della vita.

“Napoléon”

NapoleonQuesta miniserie televisiva francese del 2002, divisa in 4 puntate con la regia di Yves Simoneau, sfrutta un cast celebre per portare sul piccolo schermo la vita della corte napoleonica. Con Isabella Rossellini nel ruolo dell’imperatrice Giuseppina e la partecipazione di Ennio Fantastichini e John Malkovich, è un prodotto che offre uno sguardo sugli intrighi politici affrontati dal generale, puntando meno l’attenzione sulle sue grandi battaglie.

“Monsieur N.”

Monsieur N

Altra produzione francese, questa volta del 2003 con la regia di Antoine de Caunes, rappresenta l’ennesima pellicola che immagina una fine alternativa per il generale corso, argomento molto caro agli autori francesi. Qui Napoleone riesce a fuggire dall’esilio a Sant’Elena, questa volta per riparare oltreoceano morendo in pace, nella lontana Louisiana.

“N – io e Napoleone”

N – io e Napoleone

È invece un film italiano del 2006 di Paolo Virzì, basato sul romanzo di Ernesto Ferrero, con Daniel Auteuil nel ruolo dì Napoleone, Elio Germano e Monica Bellucci.
Qui lo sfondo delle vicende è l’isola d’Elba. Le vicende si svolgono nei dieci mesi di prigionia del generale corso, affrontando il rapporto tra Bonaparte e la carboneria italiana dal punto di vista degli antifrancesi.

Il periodo delle guerre napoleoniche

Partendo da “Ponte di Comando”, film del 1962 per la regia di Lewis Gilbert con Alec Giunness, fino a “Master & Commander – Sfida ai confini del mare”, del 2003 con la regia di Peter Weir e come protagonista Russell Crowe, il periodo delle guerre napoleoniche ha fatto da sfondo a moltissimi film, soprattutto ambientati sulle più famose navi della Royal Navy. 

Napoleone dal libro allo schermo: Sharpe e Hornblower

Tra le pellicole di cappa e spada del periodo napoleonico, ossia “Le avventure e gli amori di Scaramouche” (del 1976 con la regia di Enzo Castellari con Ursula Andress) e “I duellanti” (del 1977 di Ridley Scott con Keith Carradine) si collocano le due grandi saghe letterarie napoleoniche trasposte per il piccolo ed il grande schermo schermo.

La prima e più antica riguarda gli undici romanzi sul capitano Hornblower, scritti da C.S. Forester tra il 1937 ed il 1967. Libri trasposti successivamente nel 1951 da Raoul Walsh con il suo “Le avventure del capitano Hornblower, il temerario”, cui segue la miniserie televisiva “Hornblower”, andata in onda tra il 1998 ed il 2003 per otto puntate con la regia di Andrew Grieve. 

L’altra famosa serie letteraria trasposta è quella dei 24 romanzi (iniziata nel 1981) sulla vita di Arthur Wellesley, vista attraverso gli occhi del soldato Richard Sharpe. Testi di Bernard Cornwell, da cui la BBC, a partire dal 1993, ha tratto ad una serie di sceneggiati televisivi con protagonista l’attore Sean Bean.

 

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