Durante il suo primo “Discorso sullo Stato dell’Unione” – di cui abbiamo parlato in un precedente articolo – la presidente, Ursula Von der Leyen, ha presentato il nuovo Bauhaus europeo.

Uno spazio di co-creazione per architetti, ingegneri e progettisti che mira a inaugurare uno stile architettonico dei nostri tempi e che rispecchi l’intenzione dell’Unione di rendere l’Europa il primo continente climaticamente neutro.

Il Bauhaus, la “casa del costruire”

Scuola d’arte fondata a Weimar nel 1919 dall’architetto tedesco Walter Gropius, il Bauhaus riveste un’importanza fondamentale nel panorama culturale del ‘900. L’obiettivo principale perseguito dal Bauhaus fu il conciliare la creazione artistica con la produzione industriale, unendo quindi l’estetica e la funzionalità di un oggetto.

Le attività della scuola potevano contare sull’apporto – oltre che del fondatore Gropius, pioniere del modernismo – di artisti del calibro di Kandinsky e Klee, ma anche di fotografi, creatori di mobili e tipografi. Proprio come lo spazio immaginato oggi da von der Leyen, si trattava di un collettivo che racchiudeva diverse anime e discipline.

È questo aspetto che ci consente di cogliere il senso e il forte valore simbolico delle parole di Ursula von der Leyen: “il nuovo Bauhaus europeo intende essere un ponte fra il mondo della scienza e della tecnologia e il mondo dell’arte e della cultura”.

Nel cammino ricco di sfide che l’Unione affronterà per raggiungere alcuni dei suoi principali obiettivi strategici – quali ad esempio gestire una transizione industriale sostenibile e sviluppare nuove tecnologie green, necessarie a mitigare gli effetti del cambiamento climatico, è urgente, secondo von der Leyen, che l’Europa si dia una propria estetica distintiva.

Il Bauhaus europeo nel dettaglio

Nelle parole della presidente della Commissione europea, il Bauhaus non rappresenta solo un progetto ambientale o economico. Deve essere un nuovo progetto culturale per l’Europa, un movimento basato sulla sostenibilità, l’inclusività e l’estetica che aiuti ad avvicinare i cittadini al Green Deal  così che tutti possano vedere e percepire la trasformazione verde che l’Europa intende mettere in atto negli anni a venire.

Cosa prevede, quindi, il Bauhaus europeo?

Anzitutto vuole essere un luogo di discussione, uno spazio per le arti e la cultura che possa essere tanto un punto di riferimento per i cittadini interessati quanto un forum per esperti: studenti, artisti, scienziati, designer: chiunque desideri contribuire potrà farlo.

Il progetto sarà messo in atto in tre fasi, idealmente a partire dal 2021.

È prevista anzitutto una fase progettuale e di confronto fra le parti coinvolte, dove saranno messe a punto le nuove idee di design che daranno forma al movimento.

La seconda fase vedrà la consegna di cinque progetti in diversi Paesi membri. Questi progetti, per essere presi in considerazione, dovranno tutti rispondere a precisi criteri fra i quali la sostenibilità, la valenza artistica e culturale, l’adesione alle condizioni locali del luogo ove il progetto avrà luogo e soprattutto l’attenzione all’utilizzo di materiali da costruzione naturali, all’efficienza energetica o ancora all’innovazione digitale.

Terza e ultima tappa sarà infine la “diffusione delle idee”, ovvero il momento in cui il Bauhaus europeo crescerà e si spingerà oltre i confini dell’Europa per tracciare la strada verso la doppia transizione, verde e digitale, che non può rimanere confinata alla sola Unione Europea.


Fonti:

https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/statement_20_1902

https://op.europa.eu/it/publication-detail/-/publication/319e1d6f-18cd-11eb-b57e-01aa75ed71a1

https://www.bauhaus-dessau.de/de/index.html

https://www.treccani.it/enciclopedia/bauhaus_(Enciclopedia-Italiana)/

https://www.politico.eu/article/bauhaus-von-der-leyen-green-recycle/

https://audiovisual.ec.europa.eu/en/video/I-196426

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