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Un patto, per la lettura e per Palermo

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Nei primi anni del nostro secolo, le trasformazioni dei settori del libro e della trasmissione culturale sono state stimoli, per alcuni governi europei, per la istituzione di organismi deputati a seguire, appunto, queste trasformazioni e cercare di fornire idee e strumenti per “indirizzarle” utilmente: nel 2007 nascono l’Osservatorio della lettura e del libro in Spagna e il Centro nazionale del libro in Grecia, nel 2008 la Direzione generale del libro e delle biblioteche in Portogallo e la Slovenian Book Agency, nel 2009 in Francia la Direzione generale dei media e delle industrie culturali. In Italia, tra il 2007 e il 2010 si avvia e si rende operativo il Centro per la promozione del libro e della lettura (CEPELL), istituto autonomo del Ministero dei beni culturali, “deputato a rappresentare un punto di riferimento nazionale in materia di promozione della lettura e la sua creazione sembra attestare una prima consapevolezza dell’importanza della lettura nell’ambito delle politiche pubbliche nel nostro Paese” (1).

I “numeri” di “libro e lettura” in Italia hanno visto il valore del mercato editoriale ridursi da 3,7 a 2,5 miliardi annui dal 2007 al 2014; in Italia (quinto mercato editoriale in Europa e settimo nel mondo per fatturato e titoli) la crisi è aggravata dalla limitata propensione alla lettura, una tra le più basse del continente: il report ISTAT del 2016 su “LA LETTURA IN ITALIA” rileva indica nel 42% delle persone di età maggiore ai 6 anni quelle che hanno letto almeno un libro nell’anno precedente e per motivi non scolastici o professionali (2). Il 9,1% delle famiglie non ha alcun libro in casa, il 64,4% ne ha al massimo 100. La popolazione femminile ha un miglior rapporto con la lettura (il 48,6% delle donne contro il 35% dei maschi), la quota di lettori supera il 50% della popolazione solo nella fascia 11-19 anni (la fascia di età più “lettrice” è quella dei 15-17enni) e tende a diminuire nelle successive. L’ambiente familiare è ovviamente il fattore determinante: legge libri il 66,8% dei ragazzi con entrambi i genitori lettori e solo il 30,9% di quelli con genitori che non leggono. La lettura continua ad essere molto meno diffusa nel Mezzogiorno: nel sud meno di una persona su tre (28,8%) ha letto almeno un libro, e nelle isole i lettori poco più (il 33,1%, in aumento rispetto al 31,1% dell’anno precedente).

I primi dati degli aggiornamenti ISTAT in corso indicano che nel 2018 è rimasta stabile la quota di lettori di libri, che nel 2017 il 38,3% dei libri stampati è diffuso anche in formato e-book (ma solo l’8,6% degli utenti di internet utilizza la rete per accedere ai libri digitali), e che continua la riduzione dei lettori di quotidiani cartacei, con un lieve aumento (dal 32,3% al 35,3%) dei lettori di giornali online.

In questo contesto, il CEPELL ha promosso, da alcuni anni, la diffusione sul territorio nazionale dei “Patti per la lettura”.

Che cos’è il “Patto per la lettura”?

È uno strumento di coordinamento delle politiche di promozione del libro e della lettura tra istituzioni pubbliche e soggetti privati, che individuano nella lettura una risorsa strategica su cui investire e un valore sociale da sostenere attraverso un’azione congiunta a livello locale e metropolitano (3). La crisi della lettura, prima che del libro impone, a partire dalle istituzioni pubbliche, un “patto” sociale per la promozione appunto della lettura, per unire sforzi, mezzi e iniziative, e superare così i limiti rappresentati dalla frammentazione delle competenze e delle risorse.

Esperienze in atto

L’esperienza nasce con esiti positivi in Spagna con il Plan de fomento alla lettura (4), firmato il 23 aprile 2003 presso la “Biblioteca Regional” della comunità autonoma di Extremadura, che ha visto coinvolte istituzioni pubbliche e private. Tra gli obiettivi dell’attuale Plan 2017-2020 è indicato il “Rafforzamento del ruolo delle biblioteche, intese come rete che promuove la parità di accesso all’informazione e alla cultura. Le misure prevedono azioni per la sostenibilità dei servizi bibliotecari, potenziamento delle tecnologie digitali per fornire il servizio ovunque, sviluppo della cooperazione”.

In Italia sono state avviate esperienze analoghe a Milano (2015), Bologna (2018), Torino (2018), in Umbria, in Puglia, Sardegna … e, su scala regionale, la Regione Toscana (che lo approvato con la Delibera di Giunta regionale n. 463 dell’8 aprile 2019).

Chi può partecipare?

Il Patto per la lettura coinvolge istituzioni, biblioteche, editori, librerie, autori e lettori organizzati in gruppi e associazioni, scuole e università, imprese private, associazioni culturali e di volontariato, fondazioni e tutti coloro che condividono l’idea che la lettura sia un bene comune su cui investire per la crescita culturale dell’individuo e della società, uno strumento straordinario per l’innovazione e lo sviluppo economico e sociale.

Quali finalità si propone?

Attraverso la creazione di una rete territoriale, formalizzata con la sottoscrizione di un documento di indirizzo da parte dei soggetti coinvolti, il “Patto per la lettura” si prefigge di dare valore al “leggere” come momento essenziale per la costruzione di una nuova idea di cittadinanza. E per farlo è necessario:

  • riconoscere l’accesso alla lettura quale diritto di tutti;
  • rendere la pratica della lettura un’abitudine sociale diffusa per promuovere l’apprendimento;
  • avvicinare alla lettura i non lettori, con particolare riferimento alle famiglie, i bambini (dalla gravidanza della madre e dalla prima infanzia soprattutto), i nuovi cittadini;
  • allargare la base dei lettori abituali e consolidare le abitudini di lettura;
  • favorire un’azione coordinata e sistematica di moltiplicazione delle occasioni di contatto e di conoscenza fra i lettori e chi scrive, pubblica, vende, presta, conserva… e legge libri, dando continuità e vigore alle iniziative di promozione alla lettura, sviluppandone di nuove e innovative.

Quali gli impegni di chi sottoscrive il patto?

Con la sottoscrizione di un documento d’intenti, i firmatari si impegnano a supportare la rete per la promozione della lettura, coinvolgendo i soggetti che a livello locale possono offrire il loro contributo, in base alle rispettive capacità e competenze. In particolare i firmatari:

  • condividono e fanno propri gli obiettivi del patto e le azioni ad esso collegate; mettono a disposizione risorse e strumenti propri o procurandoli dal territorio; collaborano alla diffusione del patto e delle informazioni su programmi, progetti e obiettivi del patto;
  • favoriscono l’adesione al patto e ai suoi programmi delle strutture locali su cui hanno competenza;
  • promuovono azioni e iniziative proprie nel quadro generale del progetto e percorsi formativi e di approfondimento sui temi della lettura.

Come funziona il Patto della Lettura?

Il “Patto” opera con un “Tavolo di Coordinamento” e “Tavoli tematici”. Il Tavolo di Coordinamento è composto da diverse figure in rappresentanza dei vari ambiti della filiera del libro, e ha lo scopo di definire gli obiettivi, monitorare l’andamento delle attività e individuare gli indicatori per verificare l’efficacia delle azioni, istituire i tavoli tematici, promuovere e sollecitare la più ampia adesione al patto della lettura. I Tavoli tematici sono composti da soggetti di volta in volta individuati dal Tavolo di Coordinamento, e hanno il compito di “trasformare” in attività e programmi gli obiettivi definiti dal Tavolo di Coordinamento.

I primi “strumenti” del Patto sono un sito internet dedicato (con le applicazioni più attuali, nei social network e nelle “app”), e l’organizzazione di giornate dedicate al confronto in cui il Patto si racconta e diventa cantiere aperto di idee, proposte e soluzioni.

Il “Patto” a Palermo

Sulla scorta di tutto ciò, e con l’impegno sia delle amministrazioni (comunale e regionale in primis) sia degli “operatori della filiera del libro”, il 20 giugno 2018, dopo una elaborazione durata alcuni mesi, è stato presentato alla città il “Patto per la lettura della Città di Palermo”.

Oltre alle istituzioni (5), numerose sono state le adesioni degli enti del “terzo settore” (“Ballarò Significa Palermo”, Associazione di Promozione Sociale “Le Balate”, Associazione “Parco del Sole”, Associazione di volontariato nei Penitenziari, Associazione Archivia Donne in Relazione, Associazione “Cassaro Alto”, Associazione “Come Una Marea” Onlus, Associazione “Insieme per la Cultura”, Centro di Servizi per il Volontariato di Palermo, Cooperazione Internazionale Sud Sud, Associazione “Inventare Insieme”, Biblioteca “Il Fiore del Deserto”, Associazione Così per Gioco, Associazione di Promozione Sociale “booq”, Associazione di Promozione Sociale “Castello e Parco di Maredolce”, Associazione di Promozione Sociale “OmniaCulture”, Associazione Kala Onlus, Associazione Nati per Leggere, Biblioteca delle donne e centro consulenza legale Udi Palermo Onlus, Centro Documentazione e studi “Ce.Do.S.”, Comitato Cittadino per le Biblioteche di Palermo, Cooperativa Sociale “Colorè”, Progetto Albergheria e Capo Insieme per la promozione Umana, Progetto Policoro dell’Arcidiocesi di Palermo, Società Cooperativa A.R.L. “Terradamare”, Società Cooperativa Sociale LiberaMente, Società Cooperativa Sociale “Argonauti”), dell’associazionismo nel settore dei beni culturali (Fondazione “Salvare Palermo”, Centro Internazionale di Etnostoria, Fondazione Nazionale “Vito FazioAllmayer”, Associazione “Italia Nostra”).

Gli operatori della “filiera del libro” sono rappresentati dall’Associazione “La Via dei Librai”, dal Centro Commerciale Naturale Piazza Marina & dintorni, dall’Associazione “Festival delle Letterature Migranti per la Casa delle Letterature”; la produzione culturale annovera le firme dell’Istituto Gramsci Siciliano, dell’Officina di Studi Medievali, della Associazione Siciliana Musica da Camera ARS Nova, della Fondazione “The Brass Group”, dell’Associazione Amici dell’Opera, delle Associazioni Culturali “Circo dell’Avvenire”, “Il Giardino delle Idee” e “Liberiteatri”, e dei Teatri Atlante, Biondo, e dei Ragazzi.

Il settore dell’istruzione è presente con l’Associazione “Scuola e Territorio”, il Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti, e gli Istituti “E. Majorana”, il Liceo Artistico Statale “E. Catalano”, il Liceo Scientifico Statale “B. Croce”, gli Istituti comprensivi “Amari – Roncalli – Ferrara”, “Guglielmo Marconi” e “Perez – Madre Teresa di Calcutta”, la Direzione Didattica “Alcide De Gasperi”, la Federazione Italiana Scuole Materne, la Società Cooperativa Sociale Asam, e l’Università Popolare di Palermo.

Significative la partecipazioni di istituzioni fondate sulla lotta alla criminalità mafiosa, come la “Biblioteca Sociale Antonino Agostino e Ida Castelluccio”, il Centro Studi “Pio La Torre”, il Centro studi ricerche e documentazione Sicilia/Europa “Paolo Borsellino”.

E’ stata attivata, a cura della Biblioteca comunale di Palermo, la pagina facebook (https://www.facebook.com/palermocittachelegge/) dedicata non solo alle iniziative del “Patto” ma alla generale divulgazione delle informazioni sul tema del libro e della lettura, mentre tra tutti gli aderenti è operativa una “mailing list” per la diffusione delle attività. E’ “in progress” anche il sito internet http://www.pattoperlaletturapalermo.it/patto-lettura-citta-che-legge.php, curato sempre dalla Biblioteca comunale.

Nel contesto di questo intento di promozione, il 2 agosto l’amministrazione comunale ha emanato l’avviso finalizzato ad acquisire e selezionare richieste di partenariato da parte di organizzazioni del terzo settore senza scopo di lucro interessate a partecipare al bando “Biblioteche e Comunità” 2019, promosso dal CEPELL e dalla Fondazione con il Sud, in collaborazione con l’ANCI.

Come bene spiega l’articolo 1 del bando “La povertà economica e relazionale di molti contesti urbani e periferici genera forme di isolamento e comporta la difficoltà … di accedere a … cultura e conoscenza. L’esclusione sociale … pone un serio limite alla crescita pluralistica della società … Una strada per combattere l’esclusione è quella di favorire l’accesso e la fruizione alle istituzioni e ai processi di produzione culturale … Le biblioteche possiedono le caratteristiche che le rendono adatte a favorire la coesione sociale attraverso la loro attività istituzionale: sono istituzioni capillarmente diffuse … sono territorialmente radicate e concentrano la propria azione nei confronti della comunità locale e utilizzano strumenti tipici per la diffusione della cultura e della lettura con finalità educative. In questa direzione un ruolo chiave può essere svolto dal terzo settore, che rappresenta il nucleo privilegiato attorno cui innescare processi di sviluppo e coesione sociale.”L’avviso può essere consultato sul link: https://www.comune.palermo.it/noticext.php?cat=2&id=24177.


  1. Flavia Cristiano. La promozione della lettura in Italia e il ruolo del Centro per il libro, in Biblioteche oggi, ottobre 2016
  2. Altri Paesi paragonabili al nostro fanno registrare percentuali di lettori ben più elevate (dati Eurobarometro): il 61% in Spagna, il 63% in Francia, il 73% in Austria, l’80% in Germania e Gran Bretagna, il 90 % in Svezia
  3. Flavia Cristiano, Un nuovo modello di promozione: il patto per la lettura, in ACCADEMIE & BIBLIOTECHE D’ITALIA, Trimestrale di cultura delle biblioteche e delle istituzioni culturali, online
  4. Lettori fomentati. Una lezione che viene dalla Spagna. Pubblicato il 19 giugno 2017 da Giovanni Solimine (http://www.giovannisolimine.it/lettori-fomentati/). La Spagna ha varato da poco il nuovo Plan de fomento de la lectura 2017-2020. Questa nuova campagna fa seguito al precedente piano, che era articolato in tre fasi: nel periodo 2001-2004 si partì con azioni di sensibilizzazione all’interno della società, per creare la consapevolezza sull’importanza della lettura, e si privilegiarono gruppi con difficoltà (immigrati, anziani, disabili, detenuti, persone con scarso reddito); nel 2004-2007 le attività furono rivolte prevalentemente alle famiglie, individuate come ambiente ideale per l’acquisizione di solide abitudini di lettura; nel 2008-2011 ci si rivolse in particolare ai giovani e fu garantito un forte sostegno a festival, fiere e manifestazioni pubbliche.
  5. Con una cerimonia nell’atrio della Biblioteca comunale il “Patto” è stato firmato dal Sindaco e dall’Assessore all’Area dell’Offerta dei Servizi Culturali, dal Presidente del Centro per il Libro e la Lettura, dall’Arcidiocesi di Palermo, dall’Assessorato regionale dei beni culturali e dell’Identità Siciliana, dal Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, dal Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Palermo, dal Presidente della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura. Hanno anche firmato la Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali della Regione Siciliana, la Fondazione Teatro Massimo di Palermo, la Biblioteca Centrale della Regione Siciliana, l’Ufficio del Garante per l’infanzia e l’adolescenza del Comune di Palermo, La Sezione Sicilia dell’Associazione Italiana Biblioteche.
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Giuseppe Scuderi
Dal 1984 è dipendente del ruolo tecnico dell’Assessorato regionale dei beniculturali ed ambientali, con prima assegnazione al Laboratorio di restauro del libroantico presso la Biblioteca centrale della Regione siciliana, dove si è occupato delladotazione tecnica e delle applicazioni macrofotografiche agli interventi di restauro. Dal 2000 si occupa, con diverse assegnazioni, di sistemi informatici ebanche dati presso gli uffici del Dipartimento regionale dei beniculturali. Dal 1988 al 2000 è stato referente informatico presso il Gruppo X Patrimonio librario e archivistico della Direzione regionale dei beni culturali edambientali, occupandosi della connessione con le attività statistiche nazionali,del coordinamento, in raccordo con le biblioteche regionali ed i Servizi per ibeni bibliografici delle Soprintendenze, delle attività editoriali dell’Assessorato (Collana Sicilia/biblioteche e Sicilia da leggere) e della informatizzazione dellestesse. Nel contempo ha curato la progettazione e l’allestimento di esposizioni bibliografiche per la Biblioteca centrale della Regione Siciliana

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