Home Attualità Eppur si legge… nasce a Palermo il progetto Librovunque – parte prima

Eppur si legge… nasce a Palermo il progetto Librovunque – parte prima

0
librovunque
@ https://magazine.leviedeitesori.com

Da un decennio, qualcosa “si muove” un po’ di più, in città, nel settore del libro e della lettura. Lo testimoniano due importanti riconoscimenti 

In principio fu “Una Marina di libri”, che dalla prima edizione (2010) ha conquistato e consolidato la sua posizione tra le fiere dedicate al mondo del libro. Poi, dal 2015, il “Festival delle letterature migranti”, che indaga gli effetti che gli spostamenti – fisici e immateriali, mediatici o epistemologici – hanno sulle lingue, le letterature e le culture dell’area mediterranea e oltre. E, dal 2016, “La via dei librai”, naturale allocazione nel Cassaro della perpetuazione delle attività legate al libro, con la presenza delle più antiche librerie cittadine e delle grandi biblioteche pubbliche.

Tre iniziative di matrice privata, promosse da piccole associazioni, che con gli enti pubblici hanno avviato le collaborazioni necessarie per strutturare le loro attività negli spazi e nei tempi della città.

Nel 2017 si è cercato di dare solidità a queste collaborazioni occasionali, nel doppio significato sia della tematica che della episodicità, in riferimento a programmi nazionali (la cui partecipazione in terra di Sicilia non è mai stata semplice per poliedriche distanze, culturali in primis).
Innanzitutto attraverso la formulazione, anche a Palermo, di un “Patto per la lettura”.

Con questa locuzione, infatti, il “Centro per la promozione del libro e della lettura” del Ministero dei beni culturali indica l’impegno a promuovere la lettura con continuità attraverso la stabile collaborazione tra enti pubblici (e qui, a Palermo, il Comune, la Regione, l’Ateneo), istituzioni scolastiche e soggetti privati (come le Fondazioni teatrali o l’associazionismo, soprattutto del “terzo settore”) per realizzare pratiche condivise.

Il Cepell, inoltre, raccoglie sotto il titolo di “Città che legge” quelle amministrazioni impegnate a svolgere con continuità sul proprio territorio politiche pubbliche di promozione di tutte quelle pratiche legate alla parola scritta. Una “Città che legge” garantisce, cioè, ai suoi abitanti l’accesso ai libri e alla lettura attraverso biblioteche e librerie; ospita festival, rassegne o fiere che mobilitano i lettori e incuriosiscono i non lettori; partecipa a iniziative congiunte di promozione della lettura tra biblioteche, scuole, librerie e associazioni e aderisce a uno o più dei progetti nazionali.

Il riconoscimento ministeriale dei due requisiti ha così consentito all’amministrazione comunale di partecipare al bando per i finanziamenti 2019 con il progetto “Librovunque. Otto biblioteche per otto circoscrizioni”, redatto dal “Tavolo di progetto del Patto per la lettura” (costituito dai rappresentanti delle istituzioni pubbliche firmatarie del “Patto”).

Con grande – e quasi inattesa – soddisfazione, la proposta si è classificata al primo posto (82 punti) della graduatoria nazionale, davanti a Napoli (79 punti) e Catania (77 punti). Alla risorsa ministeriale di 90 mila euro l’amministrazione comunale aggiungerà un cofinanziamento per altri 40 mila euro.

L’idea di base è sviluppare, nell’intero territorio comunale, iniziative mirate all’incremento della diffusione del libro e della lettura, attraverso la conoscenza e la frequentazione delle strutture bibliotecarie già presenti o sopperendo alla loro assenza attraverso iniziative fondate sulla collaborazione di soggetti operanti nel territorio (pubblici, scolastici, del terzo settore…) aderenti (già o di nuova iscrizione) al “Patto per la lettura”.

In particolare le iniziative avranno riferimenti ai “riti” della città e alle caratteristiche delle singole circoscrizioni, intendendo infatti con il termine “biblioteca” sia lo spazio fisico, il luogo, sia il concetto “insiemistico” di libri e lettori.

Come ha ricordato la direttrice del Sistema bibliotecario cittadino, Eliana Calandra: “Si tratta del risultato di un percorso virtuoso iniziato col riconoscimento a Palermo del titolo di Città che legge e continuato con il Patto per la lettura, che ha connesso lettori e istituzioni operanti nel campo del libro e della lettura in una rete cittadina attiva e strutturata”.

Leggi la seconda parte dell’articolo

 

Lascia un commento
Articolo precedentePalermo, anno Domini 1556
Articolo successivoEppur si legge… nasce a Palermo il progetto Librovunque – parte seconda
Giuseppe Scuderi
Dal 1984 è dipendente del ruolo tecnico dell’Assessorato regionale dei beniculturali ed ambientali, con prima assegnazione al Laboratorio di restauro del libroantico presso la Biblioteca centrale della Regione siciliana, dove si è occupato delladotazione tecnica e delle applicazioni macrofotografiche agli interventi di restauro. Dal 2000 si occupa, con diverse assegnazioni, di sistemi informatici ebanche dati presso gli uffici del Dipartimento regionale dei beniculturali. Dal 1988 al 2000 è stato referente informatico presso il Gruppo X Patrimonio librario e archivistico della Direzione regionale dei beni culturali edambientali, occupandosi della connessione con le attività statistiche nazionali,del coordinamento, in raccordo con le biblioteche regionali ed i Servizi per ibeni bibliografici delle Soprintendenze, delle attività editoriali dell’Assessorato (Collana Sicilia/biblioteche e Sicilia da leggere) e della informatizzazione dellestesse. Nel contempo ha curato la progettazione e l’allestimento di esposizioni bibliografiche per la Biblioteca centrale della Regione Siciliana

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.