L’albero, il presepe, lo scambio dei doni, la Messa di mezzanotte, il cenone, le decorazioni, i mercatini e le giocate: cosa resta di tutto questo nell’anno della pandemia? 

Natale 2020: le restrizioni sociali

Caduto il divieto di spostamento tra i piccoli comuni della penisola (quelli fino a 5000 abitanti) nei giorni delle festività principali (25-26 di dicembre e 1 gennaio), questo non sarà comunque un Natale come gli altri. Tra i divieti di spostamento tra regioni, in vigore dal 21 dicembre al 6 gennaio, il coprifuoco giornaliero alle 22, il divieto di assembramento, la chiusura di cinema, teatri e sale da concerto e le forti limitazioni alle attività dei ristoranti, molti dovranno cambiare le proprie abitudini natalizie, rinunciando alle consuetudini nel nome della sicurezza sanitaria.

Natale 2020: le tradizioni sociali

In questo periodo di pandemia sarà complicato riunire le famiglie intorno ad un tavolo per il classico cenone di Natale. Non solo per quei nuclei divisi per motivi di studio o lavoro tra il nord ed il sud della penisola, ma anche e soprattutto per la sicurezza delle categorie più fragili. Le grandi riunioni di famiglia dovranno lasciare il posto a momenti più intimi e molti figli stavolta saranno lontani dai genitori, magari bloccati nelle città dove studiano o lavorano. Al contrario, invece, gli anziani saranno costretti ad un forzato isolamento, anche se magari fisicamente vicini ai propri familiari, che renderà inevitabilmente più freddo e solitario questo periodo di feste.

Natale 2020: a cosa rinunciare?

Intervistando sia famiglie (cattoliche o neopagane, tradizionali o anticonformiste) si ritrova, nella maggior parte dei casi, una forte consapevolezza dei rischi nel mantenimento di abitudini consolidate. Niente grandi giocate di gruppo, insomma (dalla Tombola tradizionale al “Mercante in fiera”), né cenoni di famiglia. Momenti cui la maggior parte degli intervistati afferma di poter rinunciare, soprattutto per la sicurezza di nonni e genitori anziani. 

Diverso è invece l’approccio ad altri elementi tipici del Natale, che sono ormai radicati nella comunità: da quelle legate agli addobbi delle case a consuetudini fortemente simboliche quali lo scambio dei doni (soprattutto nei confronti dei più piccoli). A questo proposito, tra le attività cui le famiglie italiane non rinunciano in questo Natale ci sono:

  • La realizzazione del presepe (o del villaggio natalizio)
  • La preparazione dell’albero di Natale
  • La decorazione della casa (dalle ghirlande di agrifoglio al vischio, agli elementi luminosi)

Come i francesi e i tedeschi, anche gli italiani quest’anno dovranno rinunciare ai giri per mercatini di Natale. Una tradizione di origine medioevale sopravvissuta fino ad oggi, diventata un’attrazione turistica dal forte impatto economico, soprattutto nelle regioni del nord Italia.

Natale 2020: tradizioni e restrizioni religiose

Anche la ritualità legata al Natale si è dovuta adeguare alle restrizioni causate dal Covid-19, spingendo la Santa Sede a spostare l’orario della liturgia del 24 dicembre dalla mezzanotte alle 19.30. Sebbene questo abbia fatto provocato un certo stupore, secondo il teologo Salvino Leone: “Sul piano teologico modificare l’orario della celebrazione non sposta assolutamente niente. La messa di mezzanotte è una pura convenzione, ad importare è la messa vigiliare, che ha lo stesso significato indipendente dall’orario”. 

Natale 2020: un’occasione per riscoprire la spiritualità

Sempre secondo Salvino Leone: “Questo Natale non dovrebbe differire dagli, ma potrebbe essere vissuto con uno spirito diverso, più intimo, così com’è stato per le celebrazioni della Pasqua durante il primo lockdown. Tutti ricordiamo l’immagine del Papa, solo in una piazza San Pietro completamente vuota: eppure sembra quest’anno i riti pasquali siano stati vissuti in maniera più forte, con un Messa televisiva, seguita da milioni di persone che prima non avrebbero mai partecipato ad una messa feriale. In questo Natale potremmo quindi ritrovare delle risorse di spiritualità assopite, da tirare fuori in questa occasione straordinaria ed eccezionale“. 

Natale 2020: il necessario equilibrio tra tradizione e restrizione

Sempre Salvino Leone, teologo, scrittore, editore, medico e nonno, citando un estratto dal Diario di Anna Frank, in cui la protagonista cerca di mantenere viva la tradizione simbolica dei doni, precisa come: ”sia dal punto di vista teologico che sociologico, lo scontro tra tradizioni e restrizioni dovrebbe essere bilanciato in maniera da “mantenere lo spirito, la gioia ed il significato del Natale […] proprio in rispetto dei morti, affinché questo sacrifico non sia inutile, ma faccia nascere in noi una nuova consapevolezza sulla continuità della vita”.

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