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Storia e Giochi di Storia

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La fiction letteraria e cinematografica, dopo ovviamente la circolazione dei prodotti della riflessione storiografica, contribuisce quotidianamente al costante processo di rievocazione e riappropriazione del passato. Un mezzo forse meno evidente –ma non per questo meno efficace- di tale processo è rappresentato però anche dall’attività ludica, dal “gioco storico”. In tempi di “crisi della storia” come questi, può risultare infatti una piacevole sorpresa scoprire che il panorama dei giochi di società, da tavolo e persino di carte, a tema storico è vastissimo e la sua relativa industria –soprattutto nei paesi anglosassoni- gode oggi ancora di buona salute nonostante le contrastate vicende economiche globali. Per rendersene conto e sufficiente dare un rapido sguardo a siti come I Giochi dei Grandi (http://www.igiochideigrandi.it/). Ve ne sono davvero per tutti i gusti e per tutte le età.
Certamente, alcuni titoli sono tagliati per un pubblico molto giovane e, al più, possono servire per passare una divertente serata con gli amici o i propri figli (ma sono comunque indicativi del fascino di Clio a tutti i livelli). Una gran parte di essi, però, soprattutto quelli editi dalle case editrici più serie, sono molto sofisticati e presentano spesso un pregevole lavoro di approfondimento storico riuscendo a garantire un vero e proprio “salto nel passato” ai giocatori che ne prendono parte.
Tra i giochi più affascinanti che ho avuto modo di conoscere vi sono senza dubbio le simulazioni storiche di livello globale. È il caso di Europa Universalis, oggi purtroppo esaurito in versione cartacea e sostituito da una edizione su pc giunta alla quarta edizione. Il titolo abbraccia tutta la storia europea dal 1492 al 1792 (sul pc si può partire dalla caduta di Bisanzio e arrivare alla morte di Napoleone) e catapulta il giocatore alla guida di una grande nazione europea alle prese con la diffusione del Protestantesimo, le scoperte geografiche, la minaccia musulmana (o cristiana, se si sceglie di giocare come Maometto II !) e tanto altro, tenendo presente che ogni nazione giocabile ha le proprie caratteristiche peculiari e i propri “obiettivi storici” da raggiungere se si vuole vincere la partita. Insomma, si può fingere di essere per qualche serata Carlo V o Filippo II (la Spagna è stata la mia nazione preferita nel gioco) e trovarsi a dover prendere decisioni difficili e complesse, dalla politica economica e commerciale alla diplomazia, e cercare di far transitare il proprio regno dal feudalesimo allo Stato moderno senza troppi sconvolgimenti, a un livello di accuratezza storica tutto sommato soddisfacente. Ad esempio, è possibile decidere di favorire il diffondersi del Protestantesimo nell’impero spagnolo con un ritorno positivo sul suo sviluppo economico (i disegnatori avranno letto Weber !), ma i costi in termini di stabilità interna del paese tendono a diventare alla lunga proibitivi.

2Sullo stesso piano si pongono altri “classici” del genere: Empires in Arms che abbraccia la storia dell’Età Napoleonica dal 1804 al 1815, edito inizialmente dalla Avalon Hill, oppure Days of Decisions, della casa australiana ADG, il quale, invece, riguarda la lotta a tre tra Fascismo, Comunismo e Democrazia negli anni Trenta.

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Su un piano diverso si pongono i giochi che, invece, prevedono l’impiego di miniature accuratamente dipinte su un tavolo per rappresentare le grandi battaglie del passato dall’età antica in poi presentando, a seconda della bravura dei partecipanti nel dipingere i propri pezzi e nella qualità degli elementi scenici impiegati (io saccheggio regolarmente lo scatolone del Presepe!), un colpo d’occhio spesso formidabile.

A seconda dei regolamenti di gioco impiegati il livello di accuratezza storica può raggiungere livelli davvero molto alti. Tra i più riusciti in questo senso e tra i più diffusi vi è senza dubbio Napoleon’s Battles, inizialmente edito dalla Avalon Hill, che permette di ricreare con realismo tutte le battaglie dell’epopea napoleonica su uno spazio grande quanto un tavolo da ping-pong.
Naturalmente la lista di giochi di storia degni di menzione potrebbe continuare a lungo e parecchi di essi sono in grado di far vivere ai partecipanti una “esperienza storica” davvero affascinante, degna dei migliori film e romanzi.
Tutti sapranno che Napoleone era un generale (quasi) invincibile sui campi di battaglia. Forse pochi (tranne gli storici) ricorderanno però il perché. Ebbene, provate a guidare un’armata Austriaca o Prussiana (di miniature di piombo) tra il 1805 e il 1806 contro un esercito francese che vi carica in agili colonne, protetto da una nuvola di schermagliatori che falcidia regolarmente le vostre linee immobili prima di arrivarvi addosso, e per un istante… potrete credere di aver visto dal vivo il fascinoso volto della bella Clio!

 

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