Cinema, vignette e baionette: la propaganda politica e l’intrattenimento nel nuovo libro di Massimo Bonura pubblicato da Palermo University Press

Manipolazione e gestione delle informazioni sono elementi fondamentali nei conflitti del ventunesimo secolo. Controllare l’opinione pubblica vuol dire dominare il pensiero comune ed un corretto uso dei mass media può manipolare la percezione della popolazione su eventi politici, militari e sociali. 

Nel corso dell’ultimo secolo, la comunicazione è stata sia un’arma che uno strumento politico, largamente utilizzata per influenzare l’opinione pubblica, anche a livello mondiale.
Nel suo libro “Cinema Cinema, vignette e baionette. La propaganda politica (1930-1945) nel cinema d’animazione” ( pubblicato da Palermo University Press, collana Contesti Antropologici) Massimo Bonura ripercorre la nascita di questo fenomeno. Dalla carta stampata al cinema, la propaganda politica si è servita dei media sin dai primi anni del Novecento, veicolando i propri messaggi anche attraverso pratiche di entertainment o edutainment (istruzione e intrattenimento) rivolte spesso non solo al pubblico adulto. 

Il volume offre un’ampia panoramica, a livello internazionale, sull’impiego del cinema e del fumetto nella veicolazione delle idee politiche prima, durante e dopo il secondo conflitto mondiale. Mantenendosi al di fuori da riflessioni ideologiche, il testo offre uno sguardo multilaterale sul mondo profondamente sfaccettato dell’industria bellica dell’intrattenimento.

Spaziando dall’Italia fascista agli Stati Uniti, fino al Giappone imperiale, l’autore ricostruisce con poche parole il preciso quadro storico e culturale di ciascuno dei principali Paesi coinvolti nel secondo conflitto mondiale. Ricordando come Braccio di Ferro e Paperino siano stati, per il grande pubblico, eroi di guerra al pari dei veri soldati e come, sui campi di battaglia, il morale di questi ultimi sia stato supportato dai vari governi attraverso film e fumetti con protagonisti personaggi che vanno da Capitan America al nostrano Lucio l’Avanguardista.

Quello di Massimo Bonura non è un saggio per addetti ai lavori, politologi o appassionati di cinema e arti sequenziali. È prima di tutto un testo di ampio respiro, capace di fornire un approccio storico e sociologico, utile per chiunque voglia comprendere meglio i fenomeni comunicativi che modellano il nostro presente.

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