“Il tempo dell’elefante”, Leoluca Orlando racconta l’impossibilità di dimenticare

Dall’educazione alla libertà a Santa Rosalia, dalle storie familiari alle vicende politiche nazionali: la raccolta di ricordi di Leoluca Orlando è una cronaca del passato che dona valore al tempo trascorso. 

Pubblicato in tedesco nel 2004 – “Der sizilianische Karren, Ammann Verlag” – il libro di Orlando è stato scritto per raccontare i viaggi intorno al mondo, le persone incontrate e il suo rapporto con la Sicilia.

Adesso prende nuova vita nell’edizione italiana pubblicata da L’Identità di Clio, per la collana “Cronache”, diretta da Ninni Giuffrida e Andrea Le Moli

Già il titolo, “Il tempo dell’elefante”, allude all’impossibilità di dimenticare: tra le caratteristiche principali attribuite a questo enorme mammifero, venerato sin dall’antichità come custode di una memoria longeva e affidata al tempo.

L’elefante è un animale nobile, si affida alla saggezza degli anziani, ha le zanne ma non le usa e se un piccolo rimane orfano, la comunità lo adotta anche se non apparteneva a quel branco. Plinio il vecchio, nella sua Naturalis Historia, lo descrive come essere vivente vicino alla sensibilità umana, disposto ad amare, ad avere la gloria, a cercarla e detentore di tre virtù che mancano all’uomo: la sincerità, l’amore per la giustizia e la capacità di restare sempre vicino a chi deve aiutare. 

Il volume è stato presentato nell’isola letteraria alla Via dei Librai domenica 6 settembre, finalmente in presenza

«Si realizza così il sogno di Orlando – spiega Piero Longo, intervenuto alla presentazione – di una città che vive dove le persone si incontrano e si interessano ai libri. Sono lunghi i tempi dell’elefante e qui siamo di fronte ad un libro in cui c’è il presente, il passato ma soprattutto il futuro perché fa ipotizzare una visione della società di là da venire» ha sottolineato, parlando dell’affinità elettiva che lega la sua visione di città a quella del primo cittadino di Palermo. 

“Il libro non è un resoconto oggettivo dei fatti  ma la presentazione di un punto di vista privilegiato che ogni volta non nasconde le proprie intenzioni – spiega Andrea Le Moli – e descrive vicende che appartengono alla memoria di tutti”. 

Leoluca Orlando è un uomo che non ha dimenticato le sue origini. Così lo tratteggia Piero Longo, che descrive i dialoghi e gli incontri presenti nel libro come un piccolo romanzo messo in pubblico di una vita dedita alla riflessione filosofica, alla letteratura e alla politica.

«Cerco di mettere a nudo me stesso, chi legge questo libro secondo una logica politichese potrà divertirsi sui social contro di me, è un materiale straordinario – commenta ironico Orlando – invece chi lo leggerà con approccio umano ne comprenderà il senso». 

«È un libro che esprime l’amore per la vita – spiega l’autore –  una caratteristica di noi palermitani, per questo un brevissimo racconto è dedicato a coloro che ci hanno lasciato perché amavano la vita. 

«Il tempo è la ragione per cui io amo l’elefante, che non vive di presente e inoltre è la vera alternativa al populismo culturale, sia di destra che di sinistra. Populista è chi non ha rispetto del tempo, chi non è elefante, chi pensa che si possa cambiare tutto subito senza contrasto, con uno slogan – commenta Orlando. E consiglia – non leggetelo tutto questo libro, ma a anche solo un racconto, perché in ogni racconto ho cercato di portare il senso complessivo di una visione, e poi soprattutto non seguite l’ordine di stampa. Comunque li combiniate, i racconti, sempre l’elefante spunta».

 

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