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Informal Credit in the Mediterranean Area. XVI-XIX Centuries

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Edited by Antonino Giuffrida, Roberto Rossi, Gaetano Sabatini
New Digital Press, Palermo, 2016, pp. 291 + XVII

Il progetto di uno studio sul credito informale in età moderna in ambito mediterraneo nasce a margine di un dibattito su un volume di Ruggiero Romano sulla circolazione monetaria nel Messico del ‘700 nel quale lo studioso ipotizzava che il modello di funzionamento dell’economia nei sistemi pre-capitalistici e pre-industriali, affiancasse all’economia monetaria un’ampia sfera di economia naturale che si articolava nei modi più diversi quali: l’autoconsumo, il baratto, i salari pagati in natura, la dilazione di pagamento. Le due diverse realtà – economia monetaria ed economia naturale – in quel modello non costituivano delle monadi bensì interagivano tra di loro e confluivano nel sistema economico generale di un determinato spazio territoriale. Comprendere come funzionasse, il modello implica una riflessione su alcune specifiche tematiche quali: l’utilizzo della moneta di conto, momento strutturale di collegamento tra le due diverse economie; il funzionamento dell’arte della contabilità, patrimonio della cultura tecnica del mercante, con la quale si realizzava un controllo continuo dell’interazione tra le due diverse economie e tra i flussi intercorrenti; l’erogazione di forme di credito informale che si sovrapponeva o, meglio, sostituiva quello erogato dai banchieri tradizionali.
Il credito informale ha, nei fatti, costituito il maggiore elemento di finanziamento per l’attività umana in un lungo intervallo temporale durante il quale il sistema creditizio formale, costituito eminentemente da banchi e mercanti banchieri, aveva caratteristiche dimensionali minime in termini di diffusione territoriale ma anche di volumi di credito intermediati ed era indirizzato principalmente al credito alle istituzioni pubbliche. Per tale ragione, tutte le attività commerciali e manifatturiere hanno dovuto fare riferimento a forme di credito non istituzionali, rappresentate da una moltitudine di consuetudini commerciali, istituti giuridici, e organizzazioni che hanno costituito l’indispensabile sostrato finanziario che ha permesso all’Europa di sviluppare i propri settori primario e secondario. In queste categorie rientrano quindi gli operatori individuali; i gruppi di persone organizzate su una base mutualistica e solidale (corporazioni, arti, confraternite, etc.) e, in qualche modo, quelle forme di società organizzate, anche se non con fini precipuamente creditizi.

(Per un ulteriore approfondimento sul contenuto del volume consulta l’allegato file Informal Credit for Clio’sblog)

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