Il Covid-19 stringe nella sua morsa impietosa l’Italia e non dà tregua. Quando iniziamo una conversazione telefonica o telematica, la prima domanda che ci facciamo reciprocamente è “come stai?”, in tutte le sue declinazioni.

Guardiamo con ansia le curve che riportano i dati sulla pandemia e ci aggiorniamo sul suo andamento dell’epidemia. Un nuovo Dpcm incombe sul Natale: combattuto, strattonato, non compreso, odiato e giustificato. Un’ulteriore spallata ai cambiamenti macroscopici che modificheranno anche negli anni a venire ritualità e il nostro modo di stare insieme.

Il tempo dei bilanci

Rileggendo il passato ci rendiamo conto, sulla nostra pelle, che le pandemie costituiscono uno dei principali motori di accelerazione dei cambiamenti strutturali delle società ma tutto questo comporta prezzi altissimi non solo in termini di vite umane, ma soprattutto in termini psicologici e interpersonali. Quest’ultimo elemento è il più duro da metabolizzare e, soprattutto, da individuare in quanto incide in modo subdolo e incontrollato l’interiorità di ciascuno di noi, per riversarsi sui comportamenti collettivi.

L’identità di Clio ha percepito sin dall’inizio di questa pandemia l’innescarsi di processi di accelerazione strutturali e comportamentali fondamentali che incideranno profondamente sugli anni a venire e ha cercato di seguirli e di analizzarli. La rilettura dei nostri speciali ne è la testimonianza, e Aurelio Musi ha voluto dedicare un’ampia riflessione proprio alla tempesta che questo evento ha provocato nel nostro contesto psicologico e spirituale: una riflessione articolata su tre puntate che alcuni hanno paragonato a “un pugno nello stomaco” sulle nostre certezze.

Essere pessimisti non fa parte della natura umana e, come sempre è accaduto, dalle macerie uscirà un nuovo modello strutturale della società che ci proietterà verso un mondo diverso nel quale ci avventureremo con speranza e con la volontà di costruire approcci diversi con la natura e, soprattutto, con i nostri contesti umani.

Lascia un commento
Articolo precedenteLo spazio di un mattino: il nuovo libro di Dario Piombino-Mascali
Articolo successivoRiflessioni per una storia della pandemia da Coronavirus
Ninni Giuffrida
Professore associato di Storia Moderna presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli studi di palermo. La sua attività scientifica ha affrontato diverse tematiche di storia economica, politica e sociale che caratterizzano la proiezione mediterranea ed europea della Sicilia tra il XV e il XX secolo. Fra essi si segnalano i risultati di una indagine su la storia della finanza pubblica siciliana e su l’evoluzione e il funzionamento delle reti del credito. È autore di oltre 100 pubblicazioni in riviste scientifiche e di settore, tra le quali si segnalano: Considerazioni sul consumo della carne a Palermo nei secoli XIV e XV (Roma,1975); Grano contro Ebrei. Un'ipotesi per il riequilibrio della bilancia commerciale siciliana al momento dell'esodo (1492) (Palermo, 2006); Monografie: La Sicilia e l'Ordine di Malta (1529-1550) La centralità della periferia mediterranea (Palermo, 2006); La finanza pubblica nella Sicilia del ‘500 (Caltanisetta-Roma, 1999).

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.