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Una Congiura Giacobina In Sicilia

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A meeting of the Jacobins in the convent from which they took their name. A middle class, radical democratic club, also known as the Societe des Amis de la Constitution, it flourished during the French Revolution and, after several purges, became the tool of Robespierre during the Terror. (Photo by Hulton Archive/Getty Images)

La radicalizzazione della rivoluzione in Francia, giunta nel gennaio 1793 alla decapita-zione di Luigi XVI e nell’ottobre all’esecuzione di Maria Antonietta, ebbe pronte e gravi conseguenze sull’atmosfera politica nei domini borbonici nell’Italia meridionale, sia per l’ovvia avversione di una monarchia assoluta verso le «idee francesi», sia perchè la regina Maria Carolina era sorella di Maria Antonietta, e dunque gli avvenimenti di Parigi la toccavano anche sul piano affettivo. Entrato nella coalizione guidata dall’Inghilterra contro la repubblica «regicida», re Ferdinando espulse i francesi dai suoi regni con decreto del 7 settembre 1793, inviò un corpo di spedizione all’assedio di Tolone e scatenò all’interno una caccia senza quartiere contro i seguaci dei principi rivoluzionari, i giacobini.

Uno smilzo fascicolo di documenti rimasto fra gli «Incartamenti» della «Real Segreteria» vicereale sfuggito alle poche ricerche degli studiosi che in tempi lontani si sono occupati dell’argomento fornisce preziose e precise, pur se incomplete, informazioni su un’indagine contro i giacobini siciliani connessa con la scoperta nel marzo 1794 della congiura organizzata dai club napoletani, che costò la vita a Emmanuele De Deo, Vincenzo Vitaliani e Vincenzo Galiani ed ebbe un lunghissimo strascico di indagini e processi che giunsero a coinvolgere perfino Luigi de Medici.

Una documentata ricostruzione del tentativo di Sir John Francis Edward Acton, segretario di Stato di Napoli durante il regno di Ferdinando IV, nonchè favorito della regina Maria Carolina, per «isbarbicare i più deboli filamenti» di un così grande male.

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