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L’appalto per le pulizie della cattedrale di Palermo nel ‘500

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Lo spunto per la stesura del presente articolo, lo offre un atto rogato il 7 giugno 1574 presso lo studio del notaio palermitano Antonio Sabato, rinvenuto dallo scrivente, presso l’Archivio di Stato di Palermo (fondo Notai Defunti, prima stanza, vol. Appendice 107).

Il predetto contratto stipulato tra don Antonino de Caravellis, marammiere della Cattedrale palermitana da una parte, da valere per se e per i suoi futuri successori, e il mastro fabbricatore Paolo Zizo di Palermo dall’altra parte, contiene i capitoli, con i relativi patti e condizioni, da servire per la gestione delle pulizie della cattedrale, per le opere di giardinaggio del piano antistante e per la manutenzione dell’edificio nella sua interezza, sia fuori che dentro.

Volendo mettere in risalto l’estrema attualità dell’argomento oggetto di questo articolo, possiamo dire che nei tempi moderni le pulizie dei locali di un qualsiasi manufatto pubblico, piccolo o grande che sia, è gestito da una ditta specializzata con tutto il suo personale e gli attrezzi, mentre nei tempi antichi in linea di massima ciò non avveniva, soprattutto se si trattava di strutture ecclesiastiche.

Nei monasteri e nei conventi erano gli stessi religiosi e le religiose che vi abitavano a curarsi delle pulizie del manufatto, mentre nelle chiese rionali erano gli stessi religiosi che provvedevano a gestire le pulizie durante il loro tempo libero e in particolare modo lo facevano i sagrestani e i parrocchiani sotto forma di volontariato.

Provando a consultare su internet la voce “sacrestano”, viene fuori che: Il Caeremoniale Episcoporum prescriveva che nelle cattedrali e nelle collegiate il sacrestano dovesse essere un presbitero, e descriveva i suoi compiti in ordine alla sacrestia, alla santa Eucaristia, al fonte battesimale, agli olii santi, alle sacre reliquie, alla decorazione della chiesa per le diverse ricorrenze e festività, all’approntamento di quanto necessario per le diverse funzioni, al suono delle campane, al mantenimento dell’ordine in chiesa ed infine suggeriva che due canonici fossero preposti ogni anno a supervisionare il lavoro del sacrestano e dei suoi assistenti.

Nel caso specifico della Cattedrale di Palermo, bisognava considerare che la struttura non era una normale chiesa rionale o di borgata, ma trattavasi del più grande tempio della città e quindi ci si dovette rivolgere a del personale specializzato e bene organizzato dell’epoca, per poter effettuare questo servizio complesso e gravoso.

L’appaltante si serviva dei suoi operai specializzati i quali, oltre che servire per l’ordinaria pulizia del tempio, dovevano essere esperti anche nell’eseguire opere di muratura, in quanto dovevano salvaguardare i tetti dalle infiltrazioni piovane e montare i vari ponteggi, sia all’esterno del tempio che per le cappelle interne, per le colonne, le finestre, gli orologi, i campanili, le cupole e tutte le parti alte in genere.

Volendo analizzare il contratto riportato nell’appendice documentaria, possiamo mettere in risalto i punti salienti e i compiti principali che l’impresario Paolo Rizo si impegnava a svolgere.

Egli doveva:

  • scopare per tutto l’anno la chiesa due volte la settimana;
  • scopare e spolverare gli apostoli e tutte le figure della tribuna maggiore una volta a settimana, sempre per tutto l’anno;
  • scopare tre volte l’anno il piano grande davanti la Cattedrale, raccogliere le erbacce e portarle nell’immondezzaio del Papireto
  • scopare e pulire tutte le mura e tetti interni tre volte l’anno cioè per Pasqua, per la festa della Natività e per l’Assunzione;
  • per le stesse feste lucidare i lumi, i candelieri e l’aquila di bronzo del coro;
  • alzare i mantici dell’organo tutte le volte che si suonerà in tutte le feste;
  • fare la manutenzione ai tetti esterni e alle campane nonchè aiutare a fare i talami, i catafalchi che servono per la Settimana Santa e tutto ciò che si fa in la Palumbella nel giorno di ..

Significativi i nomi dei testimoni del contratto quali: Jo: Nicolao Golisano; il maestro Vincenzo Gagini scultore, figlio di Antonello Gagini e fratello di Fazio (Bonifazio), di Giacomo, di Giandomenico e di Antonino, pure loro scultori; terzo testimone il pittore Salvo Martorana, facente parte di una famiglia di pittori del ‘500 tra i quali pure Biagio meno conosciuto, nonchè Francesco, padre di Salvo, il più famoso della famiglia (Sarullo, Dizionario degli Artisti Siciliani, vol.II – pittura).

APPENDICE DOCUMENTARIA

A.S.Pa. – Notaio Antonio Sabato di Palermo, prima stanza, vol. Appendice n° 107

Cunctis pateat evidenter qualiter hon. Paulo Rizo habitator et civ. pan. bene cognito per me notaio infrascriptum sponte promisit et sollemniter obligavit et obligat Spett. domino Antonino de Caravellis et bene cognito presenti et uti maragmerio maragmatis in Majoris pan. Ecclesia dittis nominibus stipulanti pro dicto maragmate et eius in futurum durante bene placito eiusdem domini de Caravellis et eius? in ditto maragmate servire ej dittis nominibus et exercere officium massarij in ditta ma: pa: Ecclesia et facere et exercere infra servicia:

In primis scupari tutta la Ecclesia duj volti la settimana tutto lu anno

Item scupati et annettari li apostoli et tutti li figuri di la tribona mayuri una volta la settimana tutto l’anno

Item scupari tri volti lu anno lu piano grandi et conzari et murari li incanchellati et xippari la herba di ditto piano et ditta munniza seu herba xippata portarla a lu mundizaro dello Pipiritu

Item annettari et scupari tutti li mura et tetti della banda dentro la ditta Ecclesia tri volti l’anno cioè per la festa di Pasqua della resurretionj di Nostro Signuri Gesù Christo in la festa della Natività di Nostro Signuri Gesù Christo et in mezo augusto per la festa della Assuntioni della Gloriosa Virgini Matri Maria

Item stricari li lamperi et candileri et l’aquila di brunzo del core tri volti lu anno in ditti festi ut supra

Item tutto l’anno alzare li mantichi dell’organo quando si sonirà  per qual si voglia festa o necessario della Ecclesia

Item servire pro mastro fabricaturj quando si fabrica in ditta Ecclesia Item conzare li gutteri et li canali del tetto di tutta la Ecclesia

Item ajutari acconzare li campanj

Item fari armigij et pontj per tutto quello chi è necessario a la maragna

Item ajutari affari tutti li talamj chi su necessarij in detta Ecclesia tutto l’anno

Item ajutari in li armigij che si fanno in la Palumbella per lu giorno della Santa Pinticosta Item ajutari ad fare li catafaldi quali servino per la Settimana Santa et in li catafaldi di ditta

Palumbella

Nec non et omnia et singula alia servitia pro dittus domino Antonius de Caravellis et eius successores in futurum in ditta maragmate committenda et pro ipsum magistrum Paulum Rizo fabricatorem massarium possebilit fieri facere bene et diligenter et massaritico modo ut decet et non contravenire neque in licentiato dissedere. Alias

Et hoc pro mercede, salario et stipendio ad rationem unciarum sex decim pro quolibet anno ut vulgo di la scarsa quam mercedem, stipendium et salarium ditti domini maragmerij quo supra dare et solvere pro eidem magistro Paulo stipulanti mensalim… in pace.

Presentibus: honorabili magistro Vincentio Gagini (scultore); honorabile magistro Salvo Marturana (pittore) et Jo: Nicolao Golisano testibus

Palermo VII junij II inditione 1574

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