21 novembre 2017

Redazione

“Typis Regiis” di Rosario Lentini (presantazione presso la libreria “Broadway”, 10/11/2017, Palermo)

 

L’evento che ha portato all’incontro con l’autore Rosario Lentini e il suo libro “Typis Regiis” presso la libreria “Broadway” di Palermo si è svolto secondo cinque momenti principali: 

 

  1. Un’introduzione coordinata dal professore Giuffrida. Sono stati toccati due punti fondamentali: diciamo che la presentazione di un libro non è solamente ciò che sembra, ma anche un progetto culturale da allargare su scala nazionale; poi, è stata fatta una riflessione sul termine “Frammenti” (annuncio formale del volume in cui è compresa l’opera di Lentini, pure oggetto di illustrazione): la parola in questione permette di spaziare in ambito sia scientifico che culturale. 
  2. La discussione sull’opera di Lentini diretta dal professore Nicola Cusumano. Sono stati presentati gli studi di Lentini: si tratta di indagini complesse, che approfondiscono prospettive come la tonnara e la pesca in Sicilia, la presenza degli inglesi sull’isola. In generale, possiamo affermare con certezza, secondo Cusumano, che Lentini è mosso, da intellettuale, da una curiosità notevole e da una ricerca archivistica significativa. Poi, si è trattato della sociologia dei testi, che ci insegna come leggere e rileggere un testo, dimensione inclusiva. Per la Sicilia, dobbiamo parlare di policentrismo per il periodo analizzato da Lentini (Settecento). Il secolo in questione è profondamente complesso e porta con sé una riorganizzazione del sapere. Si sottolinea come i tipografi temessero la privativa concessa alla stamperia regia. C’erano molti canali clandestini per la vendita dei libri (da non sottovalutare, a tal proposito, i circuiti massonici). 
  3. Il terzo momento ha visto l’intervento di Lentini, l’autore del libro. Egli mette in risalto come il suo lavoro sia stato commissionatogli per cercare di capire i costi e le ragioni della scomparsa editoriale della stamperia. Le fonti sono sempre importanti per la ricerca. Lentini afferma che, in verità, sappiamo molto poco dei piccoli stampatori che, tra Ottocento e Novecento, diventano piuttosto numerosi a Palermo (mancano le fonti d’archivio d’impresa di queste attività). L’espulsione dei gesuiti dalla Sicilia è stato un evento importante. Nel 1778, nascono sull’isola i regi studi, affidati a grandi eruditi. Lentini puntualizza che nella genesi della stamperia regia di Palermo c’è anche la genesi della sua stessa fine. Mentre la stamperia napoletana dipende direttamente dal re, quella di Palermo dovrà contare sulle proprie forze. Nel periodo d’oro della stamperia regia, sono in molti coloro che si vedono venir meno una fetta di mercato. I debiti accumulati dalla stamperia negli anni saranno determinanti per la sua fine. Lentini precisa come non vi fosse lo stipendio fisso per tutte le figure, all’interno della stamperia (lo avevano solo alcuni, come il direttore). Il costo principale della stamperia derivava dall’acquisto della carta. La stamperia realizzava fogli, ma non curava la rilegatura. Parecchi saranno i libri accumulati in magazzino, che il direttore della stamperia tenterà di vendere come fossero carta straccia. Quando il regno di Sicilia viene inglobato nel regno delle Due Sicilie, la stamperia regia diventa un peso sul mercato. Infine, sono state citate le falsificazioni del Vella, che si accredita come un ottimo traduttore dalla lingua araba (approfittando del contesto culturale in cui si trovava). Le falsificazioni del Vella sono ancora oggi opere consultabili presso la Biblioteca centrale della regione Sicilia. Vella viene usato in chiave politica in funzione antifeudale. Nella storia, si è soliti usarsi a vicenda. 
  4. Dopo, c’è stato un nuovo commento del professore Giuffrida in cui si specifica come Palermo abbia una vivacità importante, che deve portarci a sviluppare l’idea dei caffè letterari e parlare di un libro non solo come oggetto, ma anche come oggetto politico. 
  5. Il momento conclusivo è dedicato agli interventi liberi dei presenti, rivolti all’autore. E’ stato fatto notare come un mercato esiste pur tra mille difficoltà e che l’economia della Sicilia è stata in continua trasformazione per modernizzarsi sempre. Poi, si è tentato di porre un parallelismo tra la visione per cui la stamperia regia porta nella sua genesi quella della sua stessa fine con un’asserzione di Pier Paolo Pasolini, che il poeta riferì a Furio Colombo in un’intervista il giorno della morte, secondo cui l’inferno sta arrivando da noi a causa della televisione e della pacatezza dei giornali, che non ci invitano a guardare il mondo per quello che è nell’essenza. 

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