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Totò e l’Otto Settembre: I due Marescialli

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«Riconosciuta la impossibilità di continuare l’impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria e nell’intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla nazione», il governo italiano annunciava alla radio, la sera dell’otto settembre 1943, l’avvenuta firma dell’armistizio con gli Angloamericani.
Da quel momento si apriva il periodo più difficile della nostra storia recente. L’Italia tornava, dopo decenni di unificazione politica, campo di battaglia per eserciti stranieri mentre gli italiani stessi precipitavano nella spirale di una terribile guerra civile. Da quel momento, nell’Italia occupata dai tedeschi la vita di ciascuno fu sconvolta dall’impellenza di una drammatica scelta di campo. Molti scelsero d’istinto seguendo le proprie convinzioni politiche e morali, altri giunsero alla scelta dopo un sofferto travaglio interiore. Altri ancora, la maggioranza, cercarono semplicemente di sopravvivere barcamenandosi. Molto spesso, furono il caso e le circostanze a decidere per gli uomini. La situazione contingente, il luogo, o persino la casualità di percorrere una strada piuttosto che un’altra si rivelarono determinanti.
Per chi, come me, ha avuto la possibilità di ascoltare le testimonianze di chi ha vissuto quei terribili mesi può sembrare più semplice entrare in sintonia con quel periodo storico mentre lo si studia. Per le nuove generazioni e per gli studenti di oggi quegli eventi appaiono, invece, lontani al pari di ogni altro argomento presente sul manuale di storia.
Per colmare questa lacuna può, come sempre, venirci in soccorso anche l’utilizzo della fiction a scopo didattico. In questo senso I due marescialli, famoso film del 1961 con Totò e De Sica può rappresentare uno strumento utile e divertente per iniziare una discussione approfondita sull’argomento.
La trama è arcinota. Antonio Capurro (Totò) è un ladro specializzato nel furto di valigie. La sera del 7 settembre, travestito da prete compie il suo ultimo colpo nella stazioncina di Scalitto dove viene sorpreso e arrestato dal maresciallo dei carabinieri Vittorio Cotone (De Sica). Pochi istanti dopo la stazione viene bombardata e i due perdono i sensi. Capurro, ripresosi per primo, ruba la divisa al maresciallo e fugge via ma viene catturato dai tedeschi e costretto ad aderire alla Repubblica di Salò, mentre Cotone viene ritrovato con la tonaca da prete e portato nella parrocchia del paese per le prime cure. Inizia così una esilarante –ma densa di significati- commedia degli equivoci nella quale i due personaggi sono costretti a mantenere la propria identità fittizia per salvarsi la pelle: “sono stato costretto a fare il maresciallo dei carabinieri –esclama a un certo punto Totò a De Sica- avrei voluto vedere lei davanti a tutti quei tedeschi con i fucili spianati!”.
Ma anche gli altri personaggi presentano interessanti spunti interpretativi. È il caso del parroco, ad esempio, che pur aiutando la nascita dei primi nuclei di resistenza e accettando di nascondere in canonica chiunque, ebrei, disertori e soldati americani, invita tutti ad agire sempre con cautela e la massima prudenza. È il caso, ancora, del soldato americano nella cui figura apatica e svogliata si rispecchia la delusione per la troppo lenta avanzata delle truppe alleate lungo la Penisola. Oppure del podestà fascista, interpretato da un ottimo Gianni Agus, esilarante nella sua servilità con i tedeschi e sprezzante con i suoi concittadini ma pronto a disfarsi del distintivo fascista all’arrivo degli Alleati.
Come ho detto gli spunti interessanti in questo capolavoro della filmografia di Totò sono innumerevoli e non è possibile analizzarli tutti. Valgano allora come esempio significativo le indimenticabili battute tra il maresciallo Cotone (De Sica) appena risvegliatosi nella canonica col parroco, il medico e l’avvocato del paese, la sera stessa dell’8 settembre:

Avvocato: Si dice che i tedeschi e i fascisti sono inferociti… e stanno rastrellando tutti i carabinieri.
De Sica: Ma voi mi volete fa impazzì a me?
Parroco: No è la verità, stanno arrestando tutti i carabinieri perché sono fedeli al re.
De Sica: È naturale! Fedelissimi!
Avvocato: Eh e intanto l’altro scappa, e chi scappa non è degno di essere re!
De Sica: Il re è scappato?
Parroco: Sì è andato dagli Alleati.
De Sica: Dai Tedeschi?
Dottore: No, dagli Americani.
De Sica: Gli Americani?! Ma quelli sono i nostri inveterati nemici!
Parroco: Lo erano, e adesso sono alleati e i tedeschi non sono più alleati perché per loro gli Alleati sono sempre nemici.
Avvocato: …e si sono alleati con i fascisti contro Badoglio.
De Sica: Badoglio è ancora al governo?
Dottore: no è scappato pure lui.
De Sica: io nun ce capisco cchiù niente…nun ce capisco cchiù niente…
Parroco: eh non preoccupatevi non siete il solo!

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