Al via il primo festival in presenza (ma anche online) dopo l’emergenza

“Giovani” e “Archivi”. Sono queste le due parole chiave che guidano l’edizione numero quindici del Sole Luna Doc Film Festival, prevista dal 6 al 12 luglio, con ingresso libero, al complesso di Santa Maria dello Spasimo.

Primo festival in presenza, a Palermo, dopo il lockdown, la rassegna internazionale di cinema documentario affronta la realtà post Covid-19 attraverso il rigido mantenimento della distanza tra gli spettatori. “Fisica e non sociale”, come ha più volte dichiarato il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.
Due sale di proiezione per 12 lungometraggi e 13 cortometraggi in gara, tutti uniti dal filo rosso dei diritti umani. Pellicole valutate da tre distinte giurie: una “internazionale”, composta da esperti del settore, la seconda dei “giovani”, provenienti dai licei palermitani, e la terza dei “nuovi italiani”, formata da cittadini stranieri e migranti residenti nel nostro Paese. A questo blocco centrale di pellicole, si aggiungono quelle legate ad eventi speciali e rassegne fuori concorso (per un totale di 40 film) che verranno caricate sul sito www.solelunadoc.org, permettendo una fruizione diffusa ed inclusiva del materiale presentato nel corso della manifestazione. Proprio per questo, come da tradizione del festival, tutti gli audiovisivi in catalogo saranno presentati in lingua originale, accompagnati da sottotitoli in italiano e inglese e da audiodescrizioni per non vedenti e videodescrizione per non udenti.

Partendo da una dimostrazione dal vivo di sonorizzazione documentaristica, realizzata in collaborazione con la fondazione The Brass Group, gli eventi speciali comprenderanno anche un omaggio al regista statunitense Robert Kramer, retrospettive d’archivio e due rassegne interne. Sguardi Doc Italia e Sicila Doc presenteranno produzioni legate alle scuole di cinema, e proprio dal Centro Sperimentale di cinematografia della Sicilia provengono i due giovani direttori artistici della manifestazione: Chiara Andrich e Andrea Mura. Creativi ed ex allievi con un punto di vista dinamico e creativo sul variegato mondo del documentario, frammentato in numerosi sottogeneri, ciascuno con un proprio linguaggio espositivo.

Direttrice scientifica del Sole Luna Doc Film Festival è invece Gabriella D’Agostino, antropologa e docente all’università di Palermo, secondo la quale: “il festival continua a crescere, rinnovandosi di anno in anno, aumentando la consapevolezza della gente sui temi sociali lanciati dalla manifestazione, e Palermo si conferma la sede giusta per parlare di inclusione sociale e diritti umani senza scadere nella retorica che troppo spesso viene associata a questi temi”. Sottolineando successivamente come “la dimensione culturale non è qualcosa di effimero, è invece qualcosa di indispensabile ed è il momento tutte le attività culturali riprendano, perché non è di solo pane che vivono gli individui”. 

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