Home Storia e Memoria Sicilia 1492: Un trauma etnico – l’espulsione degli ebrei dal Regno

Sicilia 1492: Un trauma etnico – l’espulsione degli ebrei dal Regno

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La comunità ebraica siciliana nel 1492 subì il trauma del drammatico allontanamento dall’isola senza potere portare con sé i propri beni. Con i vestiti che indossavano e con qualche gioiello cucito nei vestiti si imbarcano sulle navi coinvolti in una nuova e dolorosa diaspora. È l’effetto della prammatica reale con la quale sono espulsi da tutti i regni, che componevano l’articolata galassia della Corona d’Aragona, tutti coloro che non si fossero convertiti nella fede cattolica. Il trauma dell’imbarco coatto stordisce la comunità ebraica siciliana la quale non credeva che si giungesse all’applicazione della prammatica ma che, come in altri momenti di crisi, si sarebbe giunti ad una soluzione legata alla corresponsione di una somma di denaro più o meno cospicua da versare nelle casse del tesoro regio. Non sarà così e, nonostante tutte le resistenze messe in atto anche dai vertici amministrativi e finanziari del Regno, il viceré darà esecuzione alla prammatica.

L’operazione dell’espulsione degli ebrei dalla Sicilia nel 1942 aprì una cesura traumatica nella realtà sociale, economica e culturale palermitana e siciliana. L’ordine reale segnò un momento di rottura della politica di protezione regia nei confronti della comunità ebraica, che era iniziata con i sovrani normanni, rimuovendo dall’isola la presenza di una importante componente sociale ed economica qual era quella degli ebrei, e distruggendone l’identità culturale e religiosa. Le ricadute negative dell’espulsione furono parecchie: l’interruzione del collegamento commerciale con la Siria e l’Egitto, gestito dagli ebrei siciliani; l’esodo dall’isola di artigiani in grado di lavorare il ferro e di forgiare gli attrezzi necessari per la coltivazione della terra quali gli aratri o le zappe; l’oblio della conoscenza della lingua araba parlata nelle giudaiche siciliane, dove si trovavano anche notai in grado di tradurre in latino documenti redatti in arabo-ebraico.

La lettura del saggio “Grano contro Ebrei. Un’ipotesi per il riequilibrio della bilancia commerciale siciliana al momento dell’esodo (1492)” pubblicato sulla rivista n. 8 di Mediterranea ricerche storiche apre un’ulteriore scenario su quello che accadde al momento della diaspora siciliana.

In realtà le tematiche sono molto più complesse di quello che appaiono a prima vista e gli ebrei riuscirono ad elaborare una strategia di mimetismo per sfuggire al controllo della Santa Inquisizione e continuare cripticamente a preservare la loro identità. La lettura del volume di Nadia Zeldes, “The Former Jews of this Kindom”: Sicilian converts after the expulsion, 1492-1516, Brill, Leiden, chiarisce molti dei punti oscuri di questa strategia. Ma questa è un’altra storia!

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Ninni Giuffrida
Professore associato di Storia Moderna presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli studi di palermo. La sua attività scientifica ha affrontato diverse tematiche di storia economica, politica e sociale che caratterizzano la proiezione mediterranea ed europea della Sicilia tra il XV e il XX secolo. Fra essi si segnalano i risultati di una indagine su la storia della finanza pubblica siciliana e su l’evoluzione e il funzionamento delle reti del credito. È autore di oltre 100 pubblicazioni in riviste scientifiche e di settore, tra le quali si segnalano: Considerazioni sul consumo della carne a Palermo nei secoli XIV e XV (Roma,1975); Grano contro Ebrei. Un'ipotesi per il riequilibrio della bilancia commerciale siciliana al momento dell'esodo (1492) (Palermo, 2006); Monografie: La Sicilia e l'Ordine di Malta (1529-1550) La centralità della periferia mediterranea (Palermo, 2006); La finanza pubblica nella Sicilia del ‘500 (Caltanisetta-Roma, 1999).