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I riti sul Cassaro teatro urbano delle cerimonie

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Il corteo del “graduation day” ha giosamente invaso il Cassaro il 29 ottobre avendo come meta finale il sagrato della Cattedrale di Palermo. Un corteo che ricalca le radici della cerimonialità cittadina nel rinnovato rapporto di simbiosi con l’Ateneo motore non solo di cultura ma, anche, di sviluppo economico. Un articolo pubblicato su La Repubblica Palermo del 28 ottobre ne tratteggia la storia.

Il corteo di domani dell’Università ricalca la tradizione della Palermo spagnola

Palermo ha un asse viario che costituisce la rappresentazione di tutta la sua storia dall’età arabo-normanna ai nostri giorni: il Cassaro che da Porta Nuova giunge al mare a porta Felice. Per Palermo città capitale questa strada rappresenta lo scenario ideale per la rappresentazione dei principali avvenimenti che segnano la vita della città.
Regole ferree hanno sempre governato la cerimonialità delle diverse rappresentazioni degli avvenimenti che hanno scandito la vita di Palermo e del Regno nei secoli. I cortei, le luminarie, la gerarchia della composizione del corteo, sono disciplinati dalle istruzioni del Protonotaro, geloso custode delle precedenze intese non come pura esteriorità bensì come una fedele rappresentazione del complesso scenario dei protagonisti dello specifico momento storico. L’ordine delle precedenze, lo spazio utilizzato e la scansione dei momenti della comunicazione da parte dei protagonisti della specifica cerimonia sono fondamentali per leggere il progetto che sta dietro quella particolare cerimonia. L’utilizzazione degli spazi, l’individuazione del luogo di partenza e di arrivo del corteo, la sequenza delle tappe che i protagonisti dell’avvenimento rispetteranno, scandiscono una cerimonialità che è anche comunicazione di un progetto, di un programma, degli obiettivi che si vorrebbero perseguire. La possiamo paragonare ad una vera e propria rappresentazione multimediale dove luci (le luminarie), suoni (gli spari dei mortaretti o la voce delle trombe), vesti di gala, si fondono in un unicum, in un messaggio indirizzato non solo ai palermitani ma a tutto il Regno.

L’arrivo del vicerè e la sua presa di possesso con la cerimonia religiosa alla Cattedrale e il giuramento di rispettare i privilegi del Regno hanno rappresentato per la Palermo del periodo spagnolo uno dei momenti più importanti con i quali segnare il giuramento di fedeltà dei siciliani alla corona. Il Cassaro, sotto la guida accorta e saggia del Protonotaro del Regno, diventa il palcoscenico principale del teatro della rappresentazione.

La Palermo University Press ha voluto dedicare un volumetto della sua collana Frammenti proprio alla ricostruzione della cerimonialità legata all’ingresso dei vicerè e quelle connesse alla Palermo sacra e profana: dallo spettacolo della morte alla processione di Santa Rosalia. Il volume dal titolo Palermo fastosissima Cerimonie cittadine in età spagnola di Nicoletta Bazzano introduce «il lettore alla conoscenza della Palermo spagnola seguendo i percorsi cerimoniali, sia laici che religiosi, elaborati in un’epoca particolarmente importante per la storia della città, capitale di uno dei regni della Monarchia su cui non tramontava mai il sole. Si potrà così scoprire il volto di una Palermo inedita: quello di una capitale di frontiera, sede di una vera e propria corte, pienamente partecipe dei fasti culturali e politici dell’età barocca in Europa».

Il cerimoniale non è onnicomprensivo ma esistono tanti cerimoniali quanti sono i protagonisti dell’avvenimento: individuati i soggetti che attivano una particolare cerimonia, bisogna definire le caratteristiche dell’ambiente in cui operano. Come sottolinea Franco Benigno lo spazio urbano «non è uno spazio neutro, uno spazio libero e aperto al movimento dei succitati soggetti (Chiesa, Consiglio, Nobiltà e Città) ma uno spazio controllato e vincolato, animato e attraversato da logiche e sfere di influenza».

La scelta degli spazi e del luogo di partenza comunica precisi significati da parte dei protagonisti

Il volere celebrare la cerimonia del graduation day (domani) nel contesto cittadino e nel tradizionale percorso del Cassaro, intriso di testimonianze arabo-normanne, risponde ad un preciso progetto politico-culturale: rinsaldare il legame tra l’Ateneo e la città di Palermo in tutte le sue componenti per costruire insieme un progetto nel quale le energie intellettuali e morali dei neo laureati siano il motore della nuova società.

Non a caso si è fatta la scelta di muovere il corteo dalla sede di via Maqueda giacchè rappresenta la casa madre dell’Ateneo palermitano che trova la sua prima sede nella Casa dei Padri Teatini di San Giuseppe; uscendo dalla porta monumentale si passa davanti al palazzo del Senato di Palermo e ai Quattro canti, per aggregare simbolicamente la città, simboleggiata dal sindaco, al corteo. La cerimonialità è governata dal Rettore che, indossando i simboli del governo, la toga, presiede il corteo insieme al corpo accademico. La risalita del Cassaro, lungo il tradizionale percorso cerimoniale, sottolinea la volontà dell’Accademia di celebrare la simbiosi con la realtà cittadina.

Ninni Giuffrida

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Ninni Giuffrida
Professore associato di Storia Moderna presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli studi di palermo. La sua attività scientifica ha affrontato diverse tematiche di storia economica, politica e sociale che caratterizzano la proiezione mediterranea ed europea della Sicilia tra il XV e il XX secolo. Fra essi si segnalano i risultati di una indagine su la storia della finanza pubblica siciliana e su l’evoluzione e il funzionamento delle reti del credito. È autore di oltre 100 pubblicazioni in riviste scientifiche e di settore, tra le quali si segnalano: Considerazioni sul consumo della carne a Palermo nei secoli XIV e XV (Roma,1975); Grano contro Ebrei. Un'ipotesi per il riequilibrio della bilancia commerciale siciliana al momento dell'esodo (1492) (Palermo, 2006); Monografie: La Sicilia e l'Ordine di Malta (1529-1550) La centralità della periferia mediterranea (Palermo, 2006); La finanza pubblica nella Sicilia del ‘500 (Caltanisetta-Roma, 1999).