In questo difficilissimo anno che sta per volgere al termine, L’identità di Clio si è consolidata in Italia e all’estero come voce aperta ai dibattiti, agli approfondimenti, alla storia e alla cultura

Tradizionalmente la fine dell’anno rappresenta il momento in cui si fanno i bilanci e si organizza il lavoro per il prossimo anno. 
Con la pandemia in corso la tradizionale programmazione va a farsi benedire: tutti siamo di fronte alla sfera di cristallo, strumento di lavoro preferito dai medium, nella speranza di potere leggere il nostro futuro.

Un’impresa quasi impossibile in quanto le variabili in campo, nazionali ed internazionali, sono innumerevoli e imponderabili. Tuttavia, noi di Clio, usando in modo massiccio la nostra personale macchina del tempo, abbiamo cercato – in questi mesi trascorsi dell’anno “orribile” 2020 – di comprendere come le Parche, che presiedono a tessere il filo del destino collettivo della nostra collettività, abbiano dipanato le nostre sorti.

Il primo dato che abbiamo cercato di vedere nella nostra personale sfera di cristallo è quello relativo al futuro. I numeri del nostro settimanale online anche quest’anno sono in crescita: una media di 800 visitatori al giorno, con una visualizzazione che tocca punte di 70.000 pagine in un mese.

Una diffusione su tutto il territorio nazionale che poggia su quattro pilastri: Roma, Milano, Palermo e Napoli e che, con una diffusione capillare, copre tutta la penisola. L’identità di Clio è letto anche all’estero non solo in Europa (su tutti Francia, Spagna e Inghilterra) ma anche negli Stati Uniti, negli Emirati arabi. L’immagine nel globo di vetro, date le premesse, ci mostra un trend in crescita.

Traguardi che, con Aurelio Musi, abbiamo conquistato momento su momento, articolo su articolo, esplorando realtà culturali diverse da quelle tradizionalmente legate alla storia sempre con letture filologicamente e rigidamente verificate.

Il confronto, la curiosità intellettuale e l’impegno di non porre confini alle riflessioni dei nostri autori sono stati i motori di questa crescita.

I percorsi seguiti nelle nostre esplorazioni sull’Identità di Clio sono stati molteplici ma si sono incrociati tutti con l’impatto con la pandemia provocata dal Covid-19. Il segnale che qualcosa di grave si stesse profilando all’orizzonte è stato da noi percepito sin dall’inizio, quando le notizie che venivano dalla Cina erano ancora poco leggibili.

Nel febbraio del 2020, il nostro magazine online ha pubblicato un articolo di Antonio Craxi e di Rosa Di Stefano che apriva alcune finestre inquietanti sulla possibilità dello sviluppo di una possibile pandemia. Rileggendolo, ci rendiamo conto di come lo scenario devastante, che si sarebbe aperto dopo un brevissimo intervallo di tempo, era ben presente agli specialisti. 
In particolare, nell’articolo si specificava:

«Tutti i dati epidemiologici e clinici disponibili mostrano che l’infezione di cui parliamo è molto contagiosa e che devono essere seguite misure di controllo. Quindi, come ci prepariamo per una possibile pandemia? Innanzitutto, dobbiamo comprendere che anche nei Paesi attualmente considerati a basso rischio, fra cui l’Italia, non c’è alcun modo di realizzare un confine impenetrabile ai virus. L’istituzione di restrizioni globali ai viaggi rallenterà solo leggermente la diffusione del coronavirus. Adesso è il momento per ogni sistema sanitario locale e regionale di pianificare la potenziale ondata di pazienti che necessitano di posto in ospedale, alcuni dei quali potranno richiedere terapie ad elevata intensività. Nel corso delle prossime settimane le aree di emergenza dovranno fare fronte alle richieste di pazienti con sospetto di 2019-nCoV». 


Si disegnava uno scenario probabile con grande lucidità e consapevolezza evidenziando il rischio che correvamo in quanto si metteva in evidenza l’impreparazione del sistema sanitario ad affrontare la tempesta della pandemia in quanto gravemente compromesso dalla mancanza di investimenti e dalla sciatteria del governo della politica.

La pandemia incalzava nei mesi successivi; il nostro settimanale lo ha seguito con degli speciali “I cassetti di Clio”, che vi invitiamo a rileggere nei quali partendo dall’analisi del passato ci proiettavamo nel futuro affrontando temi molto delicati come quello di impiegare “lo stato di eccezione” (la legislazione dei Dpcm) da utilizzare come “paradigma normale di governo”. Si è sviluppato un metodo comparativo di lettura dei fenomeni che ci permette di guardare dentro la nostra personale sfera di cristallo per leggere al meglio il nostro futuro.

La pandemia del Covid-19 ha segnato lo spartiacque reale per l’inizio della nuova era che cambierà profondamente molti parametri della nostra vita. Una delle prime immagini che si scorgono nella sfera di cristallo è quella legata al consolidamento dell’era digitale, con tutte le conseguenze che ne deriveranno. Ad esempio, nel mercato del lavoro e nella comunicazione.

 

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Ninni Giuffrida
Professore associato di Storia Moderna presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli studi di palermo. La sua attività scientifica ha affrontato diverse tematiche di storia economica, politica e sociale che caratterizzano la proiezione mediterranea ed europea della Sicilia tra il XV e il XX secolo. Fra essi si segnalano i risultati di una indagine su la storia della finanza pubblica siciliana e su l’evoluzione e il funzionamento delle reti del credito. È autore di oltre 100 pubblicazioni in riviste scientifiche e di settore, tra le quali si segnalano: Considerazioni sul consumo della carne a Palermo nei secoli XIV e XV (Roma,1975); Grano contro Ebrei. Un'ipotesi per il riequilibrio della bilancia commerciale siciliana al momento dell'esodo (1492) (Palermo, 2006); Monografie: La Sicilia e l'Ordine di Malta (1529-1550) La centralità della periferia mediterranea (Palermo, 2006); La finanza pubblica nella Sicilia del ‘500 (Caltanisetta-Roma, 1999).

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