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Istituzioni ecclesiastiche e potere regio nel Mediterraneo medievale. Scritti per Salvatore Fodale

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(a cura di Francesco Carnevale)

M.A. Russo, D. Santoro, P. Sardina (a cura di), Istituzioni ecclesiastiche e potere regio nel Mediterraneo medievale. Scritti per Salvatore Fodale, Quaderni “Mediterranea” ricerche storiche 31 (2016), pp. 216.

Il trentunesimo numero della Collana “Quaderni – Mediterranea – Ricerche storiche» diretta da Rossella Cancila, Professoressa Ordinaria di Storia Moderna all’Università degli studi di Palermo, raccoglie i preziosi contributi di alcuni tra i principali ricercatori, docenti e studiosi del Mezzogiorno medievale afferenti all’ateneo palermitano o comunque gravitanti attorno ad esso.

Il Quaderno è un omaggio alla figura dall’elevato spessore umano e professionale di Salvatore Fodale. Grande medievista, allievo ed amico di Francesco Giunta che lo coinvolse nell’ormai lontano 1968 a dedicarsi completamente agli studi storici, abbandonando la formazione giuridica iniziale; amico e collega di alcuni fra i maggiori studiosi dell’Europa medievale tra cui Salvador Claramunt, Henri Bresc e Pierre Toubert, il professore di storia medievale, del cristianesimo e delle chiese Salvatore Fodale, è stato un punto di riferimento per l’università degli studi di Palermo e per la ricerca storica nazionale e internazionale. Insieme a Salvatore Tramontana e Agostino Parravicini Bagliani, rappresenta tutt’oggi un’autorità negli studi sul Mezzogiorno medievale e sulla storia della Chiesa.

Curato da tre delle sue principali allieve, Maria Antonietta Russo, Daniela Santoro e Patrizia Sardina, docenti e ricercatrici presso l’ateneo palermitano, il volume raccoglie numerosi contributi volti a dipanare alcuni temi caldi della storiografia medievale siciliana.

Ovviamente vengono investigati i temi più cari al maestro; nodi storiografici cruciali, quali i rapporti tra potere religioso e potere politico soprattutto nel Mezzogiorno, le vicende legate al papato medievale con particolare attenzione al periodo della “Cattività Avignonese”, la realtà della comunità giudaica in Sicilia .

L’indagine degli storici che hanno voluto omaggiare il maestro con un loro contributo, si concentra anche sulle istituzioni ecclesiastiche ai confini dell’ortodossia cattolica e del loro rapporto con le istituzioni centrali che nel periodo storico affrontato si trovavano lontane, il “trono di Pietro” venne infatti spostato in quegli anni da Roma ad Avignone.

Da segnalare sono i risultati più recenti delle ricerche sulla Sicilia Orientale ed in particolare sulla zone del messinese, doppiamente interessanti poichè ci troviamo in un contesto in cui l’esiguità o la difficile attingibilità delle fonti d’archivio medievali ha prodotto una bibliografia secondaria di storia religiosa disomogenea e non di rado scientificamente poco fondata.

Sono tre infatti i saggi dedicati alla società tardomedievale peloritana, che attraverso una ricerca d’archivio difficile e puntuale, con l’acribia degna del maestro dedicatario dell’opera, ricostruiscono le vicende della città di Messina tra Tre e Quattrocento, concentrandosi sulla storia religiosa della città, sull’intrigato rapporto tra potere temporale e spirituale, tra ceto baronale e ceto ecclesiale, portando sotto i riflettori la vicenda legata a Raimondo de Puyolis, arcivescovo catalano, nominato episcopo della cattedra di Messina il 20 novembre 1342 da Clemente VI.

Daniela Santoro, ricostruisce poi magistralmente le vicende legate al contrasto tra il vescovo catalano e l’ordine dei gerosolimitani, tracciando le linee di riflessione su un altro tema storiografico di grande fortuna, quello dei conflitti interni alle realtà dell’ecumene cattolica, sul problema dell’amministrazione dei sacramenti da parte dei nuovi ordini. Tema di fondamentale importanza per misurare il rapporto tra aristocrazia locale e potere vescovile.

Tra gli altri contributi è presente un saggio di Marcello Pacifico, che attraverso ventiquattro lettere pervenuteci con annessa risposta, di Papi del Duecento, indirizzate ai principi musulmani del Califfato abbaside e almohade affronta il tema della costruzione metafisica del nemico da combattere nella retorica della guerra santa.

Insomma, contributi degni di nota, attenti e puntali con un importante apparato documentario a fare da sostegno alle aggiornate tesi storiografiche. Questo, risulta essere come scrive Patrizia Sardina nell’introduzione un «Un piccolo omaggio per un grande maestro».

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