Illuminati, il gioco di carte che racconta di società segrete e del “nuovo ordine mondiale”, è stato più volte al centro dell’attenzione per la sua presunta capacità di prevedere eventi futuri come l’attacco alle torri gemelle, il disastro nucleare di Fukushima e perfino la pandemia da Coronavirus.

Il gioco di carte degli Illuminati: come nasce l’idea

Illuminati è un gioco di carte nato dalla mente di Steve Jackson, apprezzato autore di giochi da tavolo come il wargame futuristico Ogre (1977) o Wizard (1978) pubblicati dalla Metagaming Concepts per la quale  lavorava all’epoca. 

Dopo aver lasciato l’azienda per i dissidi legati al gioco The fantasy trip, per il quale aveva perso il controllo creativo sull’opera, il giovane fonda nel 1980 la Steve Jackson Games.

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Fin da subito all’interno della neonata casa editrice si fa strada l’idea di Dave Martin, giovane disegnatore che collabora con Jackson, di trasporre i romanzi della trilogia Illuminatus! di Robert Anton Wilson e Robert Shea. I volumi raccontano con toni satirici ed una ambientazione distopica il conflitto tra la società segreta di stampo massonico degli Illuminati, che controlla per vie occulte il pianeta, e i seguaci del culto di Eris (dea del caos) altrimenti detti Discordianisti.  

L’operazione di adattamento si rivelò fin da subito molto più complessa del previsto. I costi di acquisizione dei diritti dell’opera erano abbastanza proibitivi per le tasche di Jackson e le difficoltà di adattare una storia così intricata e complessa non si sposavano con le esigenze di un gioco da tavolo. Tuttavia l’idea di un titolo basato sul cospirazionismo mondiale e che raccontasse di lotte clandestine per il dominio del pianeta rimase, e diventò una delle chiavi di volta per il successo del gioco.

Illuminati: come si sviluppa il gioco di carte

Illuminati viene pubblicato ufficialmente nel luglio del 1982 nella sua versione base. Sostanzialmente si tratta di un classico card game in cui da 2 a 8 giocatori impersonano diverse organizzazioni legate alla massoneria, il cui scopo si rivela diverso per ognuno dei gruppi di Illuminati assegnati al giocatore. Le condizioni di vittoria vanno dall’annientamento degli altri gruppi rivali, alla conquista di un certo grado di potere o più semplicemente all’accumulo di una certa quantità di megabucks (milioni di dollari) che rappresentano la valuta. 

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In seguito al successo, il gioco venne ampliato con tre set di espansioni che aggiungevano altre carte e nel 1995 venne pubblicata la versione Illuminati: new world order che adotta un formato diverso con carte collezionabili per creare mazzi da utilizzare in scontri uno contro uno. 

Lo stile del gioco e i testi sono volutamente esagerati spesso dal sapore umoristico e grottesco. L’idea di base è affine a quella delle opere letterarie alle quali si ispira, eppure nel corso degli anni si è instaurata un’aura di sospetto intorno al gioco, quasi minacciosa anche per via degli eventi che lo hanno coinvolto.  

L’attenzione inaspettata dei servizi segreti sul gioco di carte degli Illuminati

Un evento particolarmente significativo nella storia della Steve Jackson Games avvenne il primo marzo 1990 quando negli uffici di Austin in Texas vi fu una vera e propria retata da parte degli agenti dell’USSS, i servizi segreti degli Stati Uniti.

L’accusa era quella di aver assunto un pericoloso hacker di nome Loyd Blankenship ma conosciuto ai più con lo pseudonimo di The mentor e facente parte del Legion of doom, uno dei gruppi hacker più famosi al mondo negli anni ’80. Blankenship, già arrestato e condannato nel 1986 per reati di hacking, era una leggenda per aver scritto (durante la sua permanenza in carcere) il cosiddetto “Manifesto hacker”, il saggio che enuncia i principi fondamentali della ideologia che sta dietro a tutta la cultura legata a queste attività. 

Nel corso dell’indagine, denominata “Operazione Sundevil“, furono sequestrati computer con relativi hard disk, ma anche documenti aziendali nonché manuale redatto da Blankeship, “”GURPS Cyberpunk, che gli agenti avevano indicato come un pericoloso manuale di hacking (si scoprì in seguito che non era altro che un supplemento di manualistica di un gioco denominato appunto GURPS).

L’operazione, sebbene basata su accuse del tutto infondate, provocò gravissimi danni economici all’azienda di Jackson che rischiò seriamente il fallimento e, anche dopo lunga una causa legale (vinta) contro il governo degli Stati Uniti, si vide restituire documenti e hard disk alterati o mancanti di alcuni documenti.

Si cominciò ad instillare così l’idea che le indagini verso le opere di Steve Jackson fossero il segnale di qualcosa di estremamente proibito che l’autore aveva intuito e che stava cercando di comunicare attraverso i suoi giochi. Queste teorie trovarono diverse sponde nel successivo decennio.

Le carte e le “profezie” del gioco Illuminati, dalle torri gemelle, al disastro di Fukushima

Una delle carte più controverse presenti all’interno del mazzo è quella denominata Terrorist nuke (Terrorismo nucleare) che raffigura due grattacieli bombardati e la cui immagine non può che immediatamente riportare alla mente l’attacco al World trade center del 11 settembre 2001, passato alla storia come attentato delle torri gemelle.

Sorprendente coincidenza è anche la carta Pentagon (Pentagono) che raffigura un attacco alla sede del Dipartimento della difesa degli Stati Uniti d’America.

Molti cospirazionisti hanno anche associato la carta Oil Spill (fuoriuscita di petrolio) al disastro ambientale della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon della British Petroleum iniziato il 20 aprile 2010 con milioni di barili riversati per giorni e giorni nel Golfo del Messico.

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E ancora la carta Combined disasters (disastri combinati) che è stata ricondotta a al disastro della centrale atomica di Fukushima nel 11 marzo del 2011 a seguito di un terremoto del nono grado della scala Richter e che provocò uno tsunami con onde alte fino a 10 metri. Entrambe le carte “terremoto” e “tsunami” fanno parte del disastri ambientali combinabili a piacimento dalle varie società segrete. L’associazione col Giappone fu data dalla figura della torre della Ginza Wako di Tokyo.

La carta Jihad, secondo alcuni profetizza tutti gli eventi legati all’Isis e all’avvento dello Stato Islamico. Nello specifico la carta Truck bomb (camion esplosivo) non può che richiamare agli attentati di Nizza, Berlino, Londra e Stoccolma. 

Altre carte risultano meno associabili ad eventi precisi ma fanno riferimento a pratiche segrete ampiamente denunciate in rete come la carta International weather organization che rimanda al controllo del clima terrestre nonché alla discussa teoria delle scie chimiche. 

Carte come Nutrition nazis dove si fa riferimento all’intransigenza verso una certa alimentazione che alcuni hanno ricollegato ai crescenti movimenti vegani. 

Gioco degli Illuminati, una profezia sul Coronavirus?

Infine in un periodo come questo non può che colpire la carta Quarantine (quarantena) che racconta di un disastro epidemiologico opportunamente programmato e che rimanda a molte teorie negazioniste circolanti in rete riguardanti la pandemia tuttora in corso a causa del coronavirus

Il futuro prospettato dal gioco è quello legato alla carta Hitler’s brain, che prospetta l’avvento di nuovi e sempre più radicali nazionalismi e di una inevitabile World war three, quella terza guerra mondiale che è archetipo sempre presente nelle teorie complottiste dalla fervida immaginazione. 

Molte di queste illustrazioni appartengono alla versione originale del gioco del 1982. Ad oggi non esiste un’edizione completa che comprenda tutte le 532 carte del gioco, alimentando così un forte collezionismo degli appassionati perennemente alla ricerca di quelle più discusse.

 

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