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Il rapporto tra Storia e Cartografia

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Esiste un legame molto stretto tra Storia e Cartografia, ma spesso questo viene sottovalutato o addirittura dimenticato quando si fa ricerca storica. Il più delle volte ci si limita ad utilizzare la carta come elemento ornamentale di mero corredo al testo, non sfruttandone le potenzialità. Lo strumento cartografico, infatti, può essere utilizzato dallo storico in almeno due modi.

In primo luogo, la carta, quella storica, è fonte, ovvero merita di essere considerata alla stregua di qualsiasi altro documento utilizzato come fonte storica, proprio perchè essa ci comunica informazioni (storiche) del contesto politico, sociale, culturale, economico, in cui è stata prodotta, nonchè notizie molto importanti sulla diffusione dei saperi, non solo geografici, diffusi in un ben preciso ambiente storico e culturale.

Ad esempio, la pianta storica di una città ci mostra la struttura urbana in un determinato momento, permettendoci di comprendere quali trasformazioni siano state compiute negli anni o nei secoli successivi (Figura 1).

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Figura 1 – La pianta di Barcellona nel 1806 (a) e oggi (b)

Oppure, planisferi d’età moderna ci permettono di capire quale fosse l’orizzonte geografico, ovvero il limite delle conoscenze geografiche, in quel momento (Figura 2).

Figura 2 - Il profilo dell’America latina nel Planisfero Castiglioni, 1525.
Figura 2 – Il profilo dell’America latina nel Planisfero Castiglioni, 1525

In secondo luogo, la carta è strumento, ovvero ci permette di comunicare informazioni storiche. Attraverso la cartografazione di dati storici, infatti, possiamo avere una restituzione grafica di determinati eventi o processi. In questo modo, riusciamo a collocare, anche visivamente, nello spazio e decifrare fenomeni storici altrimenti troppo complessi da comprendere, specialmente per fruitori non specialistici.

Ad esempio, la disposizione delle fazioni in uno scontro bellico, collocate su una base cartografica che non è uno spazio vuoto, ma è un territorio ricco di morfologia, idrografia, assi viari, ci permette di comprendere meglio le dinamiche dell’evento (Figura 3).

Figura 3 - M. Cellai, Piano dell’assedio di Roma. Giugno, 1849, dettaglio
Figura 3 – M. Cellai, Piano dell’assedio di Roma. Giugno, 1849, dettaglio

Oppure, tracciare la rotta di un convoglio di navi, che pur di non invadere le acque nemiche preferì andare verso l’ignoto, con tutte le conseguenze che poi ebbe, ci pone alcune domande e sicuramente attiva riflessioni che magari non ci saremmo posti (Figura 4).

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Figura 4 – Cristoforo Colombo Almirante de navios para las India

In una società come quella contemporanea in cui l’impatto visivo è un elemento fondamentale, ci sembra che non si debba trascurare il ruolo che la cartografia storica (fonte) e le elaborazioni cartografiche (strumento) possono ricoprire quale mezzo comunicativo iconografico, sia nell’ambito della ricerca, che in quello della diffusione, che, infine, in quello didattico.

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