I libri, la conversazione, una città magica come Marsala. Come è nata l’idea, come ha preso forma? Lo abbiamo chiesto al direttore artistico della kermesse, Giuseppe Prode

Dopo il successo delle sue prime due parti, pubblicate dal 23 marzo al 20 aprile, con 12 incontri e 24 persone coinvolte, il format “Anche da qui” torna online fino al 7 giugno,  per provare ad immaginare la Fase 2 e, con esperti di settore, capire gli scenari possibili per tornare a una vita, che sicuramente sarà diversa.

Economia, teatro, editoria, fotografia, graphic novel, scuola, questi temi sui quali Filippo Parrino e Paolo Manfredi, Tiziana Triana e Giulio Cavalli, Francesco Zizola e Antonio Biasiucci, Stefano Allievi e Salvatore Cusimano, Lorena Canottiere e Valerio Gaglione, Paolo Guarnieri e Dianora Bardi, Nicola Fano e Pamela Villoresi, dibatteranno e si confronteranno.

Un modo per dare un contributo concreto all’attività culturale Italiana in questo momento critico, oltre che per mantenere vivo il lavoro di questi mesi che sarebbe sfociato nel Festival 38° parallelo – tra libri e cantine e anche per continuare ad esserci per chi segue l’evento ormai da 4 anni. Una realtà che si avvale del sostegno e della collaborazione dii partner come l’assessorato Turismo Sport Spettacolo della Regione Siciliana, Fondazione Sicilia, il Comune di Marsala, Treccani, Il maggio dei libri e la lettura, MiBACT, Bibliotp, la Rete biblioteche Trapani e provincia, TP24, RMC101 e Legacoop Sicilia Egea.

C’è molta attesta per un festival, nato quasi per caso nel febbraio 2017, per venire incontro alle esigenze di una rassegna di saggistica a Marsala. Una città che non è solo la patria naturale del vino, ma anche punto di incontro tra la memoria, la storia e lo sviluppo economica, di Marsala e il futuro. 

Marsala è insomma un unicum, ovvero è una città-territorio: un centro storico all’interno del fossato elimo-punico e oltre 100 contrade espressione di cultura economia e vita. Ne parliamo con il direttore artistico della manifestazione, Giuseppe Prode.

La denominazione libri e cantine: qual è solitamente il genere di libro più gettonato e alla fine e di ogni incontro c’è la tipica degustazione del Marsala?

“38° parallelo” nasce da una esigenza di fondo, provare a fermare un tempo e riflettere su temi dati – la scelta di conversare partendo da libri di saggistica non è un caso e sta dando i suoi risultati. Alzare l’asticella è sempre utile e il pubblico coglie subito questo muoversi diversamente. Libri e cantine è presto detto: siamo a Marsala – città del vino, città-territorio – e dentro i suoi confini oltre 60 cantine che si traducono in storia della città, in memoria e sopratutto in sviluppo economico.

Marsala alla fine degli anni ’50 si riprese economicamente dando un impulso notevole all’industria del vino e grazie alla creazione di cantine sociali visse e continua a vivere una straordinaria avventura di Comunità. Al 38° parallelo, facciamo nostra questa peculiarità, pressoché unica, e le conversazioni avvengono in luoghi di produzione e di cultura: siamo il recto verso della stessa medaglia, noi parliamo di cultura e non solo per tramite di un libro di un tema dato.

Chi ci ospita – le cantine – raccontano storie di futuro ancorate al primario, che è la terra; raccontano storie di sperimentazioni e di nuovi mercati che si aprono e chi assiste a questi momenti poi ha l’opportunità di poter visitare queste “cattedrali” e con i proprietari visitarle. Bere un bicchiere, ovviamente è la regola tra una storia di cantina e una chiacchiera con un autore: momenti diversi per godere un approfondimento in un contesto per molti inusuale. 

Che impatto ha avuto sul territorio siciliano?

Siamo piccoli, quest’anno saremmo andati alla IV edizione, poi la cronaca. Abbiamo investito moltissimo in questi anni con una visione chiara: lavorare sul territorio con le scuole e fare rete con molte altre realtà non solo isolane. “38° Parallelo – tra libri e cantine”, è la punta dell’iceberg di una serie più ampia di azioni che portiamo avanti con un gruppo di lavoro giovane e coeso che va dai programmi di legalità nelle scuole, ai bambini investendo molto anche con 38° Kids. 

Sul territorio di Marsala fin dallo scorso anno abbiamo sollecitato un tavolo di lavoro con l’Amministrazione comunale, con le librerie, con le scuole, con le testate giornalistiche locali, azioni che hanno portato poi a fatti concreti quali l’adesione al programma nazionale Leggimi 0-6, alla costituzione del Patto per la Lettura Città di Marsala (oltre 25 realtà tra pubblico e privati), alla candidatura di Marsala a Città che Legge in risposta al bando del CEPELL/MIBACT 2020. L’impatto lo abbiamo già e con quanto raccontato sopra forse cresceremo in altro modo ne sono sicuro: devi costruirti un pubblico di prossimità, un Festival ha motivo di esistere se adottato dalla Comunità dove risiede, poi crescere e andare altrove. Lavoriamo in doppia battuta tra eccellenze di territorio e non e quindi abbiamo BiblioTP che è la rete delle biblioteche della provincia di Trapani, e la Fondazione Treccani Cultura, e  sono con noi fin dalla seconda edizione. Siamo naturalmente aperti a tessere maglie per una rete sempre più ampia

Target del pubblico: è gente locale o ha un ampio respiro e quindi c’è gente proveniente da altri luoghi?

Abbiamo iniziato con il pubblico della città di Marsala, iniziare dal punto zero e per di più con temi impegnativi poteva sembrare una scommessa azzardata, ma così non è stato. Il pubblico ha la necessità di altro di poter ascoltare conoscere sapere, e alzare quella famosa asticella ha avuto un senso fin da subito dal calore delle cantine sempre piene, da luoghi istituzionali quali teatri o musei (che ci hanno ospitato) con gente in piedi. Sono segnali da cogliere e analizzare nelle pieghe per andare oltre. 

Il Covid, quest’anno ci ha spinto ad andare sulla rete fin da marzo, e il riscontro ha sorpreso tutti noi: non hai il “tuo” pubblico, ma altro e di fronte a numeri di contatti e visualizzazioni ti poni molte domande. 

Guardiamo chi questo lavoro lo fa da anni, Pordenonelegge, Il Festival della mente a Sarzana, Dialoghi sull’uomo a Pistoia, realtà che insistono su città medio-piccole che operano tutto l’anno e sopratutto che generano economia per tramite della cultura. Marsala è una realtà di oltre 80.000 abitanti e riferimento da sempre per una provincia di più di 200.000 (se fossimo in provincia di Palermo, sarebbe la seconda città dopo il capoluogo di regione)

Scommettiamo sul nostro di territorio che è di una bellezza mozzafiato, tra il mare con le sue saline, le cantine e la loro storia e la città, dico che si può fare molto e invertire qualche rotta di giovani verso il nord creando col tempo occupazione vera. Chi viene al 38° parallelo arriva dalle provincie più vicine, Trapani Palermo e Agrigento; con le giuste economie e la programmazione fatta per tempo possiamo crescere su diversi fronti e diventare volano per un turismo diverso e fuori stagione

Si è parlato di sezione bambini cioè il 38°kids: come viene trattata la cosa rispetto la sezione adulti e che feedback riceve dai bambini?

I bambini sono il nostro futuro. 38° KIDS nel 2020 giunge alle III edizione e in collaborazione con Albero delle Storie – librerie dedicata ai più piccoli – (unica libreria in provincia di Trapani) progettiamo incontri con le scuole e molto altro. 

L’ho voluta fortemente questa sezione fin dalla II edizione, di fatto è un Festival nel Festival, ha una sua programmazione un suo pubblico e luoghi dedicati e stessa durata (cinque giorni). C’è un tempo per seminare e uno per raccogliere, noi come 38° crediamo molto nella formazione per tramite di incroci tra un autore una lettura un laboratorio dove i bambini creano dal nulla un libro in serigrafia. I progetti futuri – che il Covid ha temporaneamente fermato – ci diranno se il futuro ci racconterà una storia diversa. Agiamo su un territorio dove la dispersione scolastica è in doppia cifra purtroppo, e se un Festival può dare un contributo in tal senso, ha forse, raggiunto uno dei suoi motivi di esistere.

Si cresce insieme e in modo solidale, l’esperienza di questo tempo ci insegna proprio a vivere e andare oltre unendoci.

 

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