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La trilogia del “cavaliere oscuro” di Christopher Nolan

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La composizione di tre opere da parte del regista Christopher Nolan è già un grosso motivo di interesse per un’indagine. Innanzitutto perché il progetto è venuto fuori man mano che la saga prendeva forma e poi per il carattere assolutamente variegato e al tempo stesso simile di ogni film. Batman è un personaggio entrato nell’immaginario collettivo ormai da diversi decenni ed è stato grazie al genio inventivo di Tim Burton che il fenomeno è diventato popolare anche al cinema (strepitoso il ruolo del Joker di Jack Nicholson per costruire un’idea di personalissima materializzazione del cattivo, non più solo intuito mediante artifici poetici). Nolan ci presenta un Batman moderno, che sfreccia con la moto per le strade di Gotham City, e già questo potrebbe essere un segno di divisione col passato, e di innovazione in chiave contemporanea.

La velocità si immedesima nel movimento del “cavaliere oscuro” su due ruote, non più nella classica bat-mobile, che pure si vede, ma è nuova per aspetto e dimensioni, più versatile. In ognuno dei tre film c’è un nemico ben preciso e ,se il ruolo del Joker(un sublime Heath Ledger, diventato leggenda per la sua prematura scomparsa) ci conquista tutti nel secondo episodio, possiamo dire che le figure di Rha’a Al Ghul e Bane non sono da meno perché caratterizzano una prospettiva di dolore che emerge (la battaglia morale di Rha,’s contro i criminali e la maschera di Bane, rispettivamente). La trilogia di “Spider-Man” di Sam Raimi si avvicina parecchio a questa creatura sofisticata di C. Nolan, per le sfumature che danno un senso alla distinzione tra bene e male. I giovani dovrebbero vedere la trilogia del “cavaliere oscuro” per osservare il mito di Batman in chiave moderna, seguendo fili conduttori che sono tipici della narrativa perché l’evoluzione della storia è lineare e precisa. In fondo, Batman che corre con la moto di notte tra i grattacieli della metropoli potrebbe essere chiunque di noi, alla costante ricerca di uno scopo, in questa società contemporanea sempre più in movimento.

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