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Dal 5 ottobre al 6 gennaio a Palazzo Steri la mostra fotografica “Scrivere con la luce- doppie impressioni tra fotografia e cinematografia”

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Dal 5 ottobre al 6 gennaio Palazzo Chiaramonte Steri ospiterà la mostra fotografica “Scrivere con la luce- doppie impressioni tra fotografia e cinematografia” di Vittorio Storaro. L’esposizione si compone di circa 70 pezzi tra fotografie in tecnica di doppia impressione e riproduzioni di opere pittoriche che hanno ispirato la visione del maestro. Seguendo l’itinerario tra la Sala delle Armi e la Sala delle Verifiche si percorre l’itinerario di ricerca e di scoperta che ha portato a opere visionarie come Apocalypse Now o Dick Tracy che, seppur diverse, sono accomunate da un costante studio sulle possibilità dell’immagine cinematografica.

La mostra è l’ultima manifestazione di un rapporto stretto con l’università di Palermo che ha portato lo scorso maggio al conferimento della laurea Honoris Causa in Scienze dello Spettacolo.

Così il Magnifico rettore Fabrizio Micari: “Nella sinfonia di Palermo Capitale della Cultura che si arricchisce continuamente di stimoli diversi l’università ringrazia il maestro Storaro per il grande regalo che ci dà con questa mostra inedita che arriva per la prima volta a Palermo.”

Dualità e compresenza,non fotografia ma “cinefotografia” dice il Maestro illustrando i suoi lavori. Come quando, lavorando con Francis Ford Coppola, portò ad esempio le illustrazioni di Burne Hogart per i colori saturati, antinaturalistici e la luce laterale caravaggesca per la scena con Marlon Brando.

L’assessore Cusumano: “Questa straordinaria opportunità dà luce alla città. La stessa che è segno del tempo, immagine ed energia pura. Scandisce le giornate dall’alba al tramonto ed è la drammaturgia del vivere e così la mostra del maestro raccoglie il narrato dal caos delle cose”

Le tre fasi della produzione del cinefotografo, esplicitate precedentemente nell’enciclopedia omonima edita da Mondadori Electa, intrise della ricerca filosofica ed estetica sono: la dialettica luce-ombra, le possibilità del colore come veicolo emozionale e l’indagine sugli elementi. Esordisce nel 1968 con “Giovinezza Giovinezza” di Franco Rossi, ripensando a quagli anni dice “non conoscevo ancora Caravaggio”. La folgorazione all’incontro con la Vocazione di san Matteo nella Cappella Contarelli. La successiva indagine filosofica sull’inconscio in Apocalypse Now e sulla teoria dei colori iniziata con La Luna di Bertolucci e ampliata con Reds di Warren Beatty.

Le pause, tra una lavorazione e l’altra, la necessità di fermarsi per capire, per riconoscere i propri limiti e le proprie mancanze anche dopo aver vinto un Oscar, la fame di conoscenza, la ricerca di significati altri, le riposte nella filosofia presocratica.  

Immagini indelebili profondamente radicate nell’immaginario comune, potenti come solo l’arte può essere, che hanno influenzato generazioni di cineasti.

La mostra curata da Giovanni Storaro sarà visitabile tutti i giorni dal 5 Ottobre al 6 gennaio 2019 dalle ore 10:00 alle ore 18:00.

Sarà possibile acquistare in loco il catalogo della mostra: Vittorio Storaro. Scrivere con la luce, Mondadori Electa, Milano, 2010. Ed una selezione di titoli della casa editrice dell’università degli studi di Palermo, la Palermo University Press.

 

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