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“Monthy Python – Il senso della vita”

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Nel 1983, il noto gruppo di attori di cabaret inglesi “Monthy Python” porta al cinema l’opera “Il senso della vita”: si tratta di una serie di episodi che hanno in comune l’elemento grottesco. La satira è soltanto il presupposto per osservare situazioni della vita con sguardo allucinatorio e benevolo, tipico del poeta, studiando la semplicità dell’esistenza. Scene di vita quotidiana sono rappresentate e vediamo immagini particolarmente forti, come quella del cliente che mangia al ristorante fino all’inverosimile, e ciò desta preoccupazione e sgomento, per un po’, ma è impressione momentanea. La sottile arma dell’ironia ci dimostra come sia possibile prendere qualsiasi argomento e trattarlo con scioltezza e cura, al tempo stesso. La dimensione piena di magia e senso onirico con cui anche il peggiore degli incontri (in una casa di campagna con la Morte in persona) diventa un fatto da vivere e nulla più, ci immerge in un’atmosfera calda e accogliente perché si ride con saggezza, ma soprattutto si impara.

Lo sguardo disincantato con cui sono amorevolmente rese piacevoli alcune caratteristiche di una certa appartenenza sociale, come la consegna di un premio durante una cerimonia ufficiale o lo stare composti a tavola, permette persino di osservare bene episodi della vita comune divertendosi.

Ricordiamo, nel cast, la presenza di John Cleese, Terry Jones, Michael Palin.

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