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IL VERO CYRANO DE BERGERAC

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All’ascolto dell’altisonante nome “Cyrano de Bergerac”, immediato appare il collegamento con Rostand, con il protagonista colto e spavaldo della sua commedia teatrale in cinque atti, lo spadaccino più celebre di sempre, duellante innamorato dell’ingenua Rossana.

Ma un Cyrano, Savinien Cyrano de Bergerac per l’esattezza, è esistito realmente, nella Francia del ‘600. Considerato uno dei precursori della letteratura fantascientifica, abbracciò il libertinismo, da “spirito forte” pronto al cambiamento e stanco d’ogni dogma religioso.

Nato a Parigi nel 1619, divenne presto uno dei migliori spadaccini di Francia, tuttavia non fu risparmiato da ferite in combattimento. Si dedicò, così, agli studi letterari, interessandosi anche di filosofia e professandosi profondamente ateo. Scrittore dallo stile estroso, a volte bizzarro, coraggioso e sempre vivace, Savinien Cyrano si cimentò nei generi più disparati, dalla commedia (“Il pedante gabbato”) alla tragedia (“La morte di Agrippina”), dalla saggistica (“Trattato di fisica”) al genere epistolare (“Lettere”). Ma a rendere il suo un nome importante nel panorama letterario francese sono i romanzi fantastici: “L’altro mondo o Gli stati e gli imperi della luna” e “Gli stati e imperi del sole”, racconti di viaggi meravigliosi ma estremamente realistici nei paesi della Luna e del Sole, utili a Cyrano come pretesti per esporre elaborate teorie filosofiche, religiose e scientifiche.

Molto del vero Cyrano si è conservato grazie alla penna di Rostand, tanto che alcune delle edizioni attualmente in vendita della celebre commedia teatrale si chiudono con uno scritto di Savinien Cyrano, concedendo al lettore un profilo più completo e, spesso, ignorato, dello scrittore secentesco, giusto riconoscimento per una personalità così significativa e singolare.

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