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Atti della giornata di studio in memoria di Nicola Bonacasa

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Atti della giornata di studio in memoria di Nicola Bonacasa

Questo pamphlet, edito dalla Palermo University Press, raccoglie gli atti della giornata di studio in memoria di Nicola Bonacasa, tenutasi il 7 Aprile 2016 presso l’Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Palermo.

Docente di archeologia classica nell’ateneo palermitano per circa quarant’anni (1968-2007), il professore Bonacasa è stato uno degli studiosi più impegnati nella ricerca e nello studio della cultura alessandrina e della presenza romana nell’Africa settentrionale. Allievo di Achille Adriani, Bonacasa diresse per molti anni l’istituto di archeologia dell’Università di Palermo e guidò numerose missioni in Africa.

Figura d’intellettuale impegnato, dedicò gli ultimi anni della sua vita alla costituzione dei corsi di laurea in Beni Culturali ed Archeologia, di cui fu presidente ed insegnante, presso il polo didattico di Agrigento.

Gli atti della giornata di studio contengono trame e testimonianze da parte dei più stretti collaboratori, colleghi e allievi del Bonacasa, che dal 1963, anno in cui conseguì la libera docenza in Archeologia classica animò il dibattito accademico legato allo studio dell’antichità greco-romana dando numerosi contributi e formando sul campo diverse generazioni di archeologi ed operatori dei Beni Culturali.

Con Palermo ed il suo territorio ebbe fecondi e travagliati rapporti, come ricorda Oscar Belvedere nel suo saggio. Quella terza missione, che oltre alla didattica ed alla ricerca, animò lo spirito del Bonacasa viene ricordata in questo intervento, come la volontà, non sempre riuscita, di creare dei fecondi rapporti tra il territorio, le istituzioni cittadine ed il mondo accademico ed archeologico in particolare.

Interessanti sono gli interventi delle allieve Elisa Chiara Portale ed Antonella Mandruzzato che ben sintetizzano, negli angusti spazi di poche pagine, la sagacia e l’efficacia sia sul piano dell’attività didattica che su quello editoriale, di ben oltre quarant’anni di docenza e pubblicazioni editoriali.

Infine, ancor più interessanti, non foss’altro per la natura dell’argomento trattato, sono gli interventi di Nunzio Allegro e Sergio Aiosa, miranti a ricordare il Bonacasa archeologo sul campo.

Il primo, ricorda la pioneristica ricerca sul sito di Himera, che rappresentò la sua opera più compiuta: suo infatti fu il merito di averla fatta nascere dall’oblio e dall’abbandono, di averla fatta conoscere, di averla protetta e di aver insegnato ad amarla.

Il secondo, racconta le difficoltose vicende, condite da qualche aneddoto che rende piacevole la lettura, delle spedizioni in Libia.

Leptis Magna, la città che diede i natali A Settimio Severo, Sabratha territorio fondamentale per la ricerca delle antichità post-classiche e dell’arte domestica furono due dei principali e fecondi siti diretti dal Bonacasa.

Infine, il racconto delle avventure giovanili nella valle dello Swat in Pakistan, uno dei teatri dell’esperienza asiatica di Alessandro Magno, riportano il lettore alla formazione originaria dell’archeologo, legata alla cultura ellenistica ed alessandrina.

Il volume vuole essere dunque un omaggio ad un archeologo, ad un intellettuale, ad un docente che ha sempre vissuto per il lavoro, con l’apertura mentale di chi forte del proprio impegno quotidiano, della propria multiforme esperienza non teme di confrontarsi con le diverse realtà, scorgendo sempre negli altri occasioni di arricchimento del proprio bagaglio culturale.

Francesco Carnevale

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