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5 guerre poco trattate che hanno cambiato il mondo: la Guerra dei Sette Anni

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Una breve premessa è d’obbligo:  lo scopo di questo articolo è di elencare alcune delle guerre che vengono liquidate con paragrafi marginali nello studio scolastico della storia e che, nonostante ciò, sono conflitti spesso fondamentali per la comprensione di eventi storici successivi o modifiche sostanziali negli equilibri geopolitici.

La scelta di questi cinque conflitti si lega ad una scelta puramente personale e  perciò potrebbe non legarsi ad altre analisi più dettagliate o complete che prendono in riferimento guerre di pari o maggiore importanza.

Obiettivo di questa prima analisi sarà il partire “leggeri” per poi immergersi in conflitti più complessi; affronteremo come primo argomento la Guerra dei Sette Anni (1756-1763).

Questo evento storiografico è principalmente trattato e approfondito nel contesto della storiografia anglosassone e utilizzato come espediente narrativo nella produzione letteraria del 1800 come nelle Memorie di Barry London e L’ultimo dei Moicani.

Fondamentale è comprendere il casus belli dietro la più grande mobilitazione di potenze europee, seconda solo alle due guerre mondiali: Gran Bretagna( con annesse le colonie americane) Prussia, Regno di Portogallo, stati tedeschi e Confederazione Irochese contrapposti a Francia, Monarchia Asburgica, Sacro Romano Impero, Impero Russo, Regno di Svezia e Regno di Spagna.
Tale conflitto può essere ridefinito in maniera più semplicistica come uno scontro tra Inghilterra e Francia sull’aspetto coloniale e tra Austria e Prussia per l’egemonia nel Centro-Europa.
Volendo aggiungere un ulteriore approfondimento (soprattutto per una riflessione successiva e che quindi può essere visto come una qualche sorta di spoiler) lo scoppio del conflitto è da ricollegare in buona parte ai trattati concordati durante la pace di Aquisgrana (1748) che conclusero  la Guerra di Successione Austriaca e che generarono numerosi attriti irrisolti tra le potenze europee, una tra tutte la rivalità tra Austria e Prussia. Essendo appunto divisibile come un doppio conflitto parallelo la risoluzione della guerra avvenne attraverso due trattati distinti : quello di Versailles per il conflitto principalmente coloniale tra Inghilterra e Francia e quello Hubertusburg (1763) risolutore per lo scontro continentale.

La conclusione del conflitto vide l’affermarsi della potenza Britannica che grazie ai trattati di Versailles acquisì la totalità dei territori francesi in terra nordamericana annettendo la nuova Francia ( territorio che andava dal Canada alla Louisiana)e la Florida, cosi come i possedimenti asiatici di Calcutta e del Bengala e l’acquisizione del Senegal.

La Prussia, inizialmente accerchiata dallo schieramento avversario, riuscì ad evitare lo smembramento che si auspicava la casata Asburgica, piuttosto  ne usciva affermata come nuova potenza militare continentale.

L’impero Asburgico di conseguenza ridefinì la politica espansionistica indirizzando il proprio interesse territoriale al contesto Balcanico. La Francia ritrovandosi un pericoloso avversario ad Est e perdendo la quasi totalità del proprio impero a vantaggio dell’Inghilterra, fu a tutti gli effetti la potenza che risentì maggiormente della sconfitta.

In soldoni: la guerra dei sette anni, muovendosi in due direzioni parallele anche nelle conseguenze, affermò l’egemonia  coloniale dell’impero Inglese e il proprio quasi totale monopolio dei domini nordamericani e nel contempo ufficializzò la nascita di una realtà territoriale continentale come la Prussia che prepotentemente acquisiva il ruolo vera forza trainante del futuro processo di unificazione tedesca.

Per ulteriori approfondimenti potete consultare i seguenti testi:

Marian Füssel, La guerra dei sette anni, Società editrice il Mulino, 2013;

– Daniel Baugh, The Global Seven Years War 1754-1763, Routledge, 2014.

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